L'incontro fra sindacati e Governo è stato fissato per il giorno 21 febbraio. Lo riporta una nota del Dicastero di via Veneto diffusa nei giorni scorsi. Un nuovo confronto, infatti, aprirebbe ancora dibattiti sulle nuove norme previdenziali contenute nella Legge di Bilancio 2017.

Al via il confronto con i sindacati

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti e le parti sociali Cgil, Cisl e Uil saranno chiamati, infatti, a discutere sull'attuazione dell'Ape e Quota 41 su i quali il Governo Gentiloni sta preparando i decreti attuativi che dovrebbero essere pronti per gli inizi di marzo.

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"La riunione è finalizzata a riprendere il confronto sui temi previdenziali e a fare il punto sull'attuazione dei provvedimenti avviati con l'ultima legge di bilancio", recita la nota.

Si tratta di un passo fondamentale che potrebbe portare al decollo definitivo delle misure previsto per il primo maggio 2017. Sul tavolo di confronto, infatti, verrà dato spazio anche alle modalità di accesso dei benefici previsti per molti lavoratori italiani, oltre ad una discussione più approfondita sui requisiti di accesso.

Da ricordare che, l'anticipo pensionistico è una sorta di prestito erogato dallo Stato a favore di tutti quei lavoratori che hanno raggiunto almeno 63 anni di età anagrafica e 36 anni di versamenti contributivi, i quali potranno richiedere un anticipo finanziato da banche o istituti di assicurazioni attraverso di un mutuo ventennale, da restituire mediante piccoli prelievi nel momento in cui vengono raggiunti i requisiti per la pensione di vecchiaia.

Una misura in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018.

Quota 41, a lavoro per l'estensione

L'Ape Social, invece, viene riservata solo a quattro categorie ritenute più svantaggiate: lavoratori usuranti, disoccupati, caregivers e invalidi. Saranno le stesse categorie dell'Ape Sociale a rientrare nel meccanismo di Quota 41 a condizione che i richiedenti del beneficio abbiano iniziato a versare i contributi almeno 12 mesi prima del compimento del 19 esimo anno di età. Non è escluso, infatti, che il confronto dei sindacati si articolerà anche su una probabile estensione ad una platea più ampia di beneficiari.

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