Le ultimissime novità sulle pensioni precoci e sulla quota 41 al 30 marzo 2017 giungono direttamente dal Governo. Poletti e Boeri hanno fatto presente che per i decreti è ormai questione di ore, i lavoratori potranno, dunque, a giorni, leggere nero su bianco quali saranno i reali beneficiari della Quota 41 e dell'Ape social. Ormai è chiaro, stando alle ultime novità trapelate da tecnici del Ministero del lavoro vicini alla stesura del dossier, che la Q41 non potrà essere per tutti, anzi la platea, a causa delle scarse risorse di bilancio, potrebbe vedersi ulteriormente ridotta.

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Ecco chi potrebbe, il condizionale resta d'obbligo fino alla pubblicazione dei decreti attuativi, avere priorità nell'accesso alla pensione anticipata a costo zero dal 1° maggio 2017.

Novità pensioni precoci, 2 i criteri di precedenza più criticati

Il Governo, come si è già appreso nei giorni scorsi, starebbe vagliando gli ultimi paletti che darebbero vita alla graduatoria necessaria a scremare le innumerevoli domande di pensione che si stima verranno inoltrate non appena vi sarà il via ai decreti.

Il problema, come sempre quando si parla di riforma Pensioni, restano le risorse, mai sufficienti per assicurare, ad esempio, a tutti i lavoratori precoci, indistintamente da categorie disagiate o età anagrafica, l'accesso alla quiescenza dopo 41 anni di lavoro. Questo in realtà quello che continuano a gran voce a richiedere i 'quarantunisti ' che poco tollerano le infinite limitazioni poste per l'accesso alla pensione anticipata. Se inizialmente nella Legge di Bilancio 2017 si parlava di alcuni requisiti analoghi per Ape social e Q41, come: lavoratore disoccupato senza ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi, care giver di parente con disabilità di 1° convivente da almeno 6 mesi, impiegato in mestieri usuranti e/o gravosi, disabilità almeno al 74% e per i precoci il versamento di 12 mesi contributivi, anche non continuativi, prima del 19esimo anno d'età.

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Ora la platea, già di per sé ridotta rispetto alla totalità dei richiedenti, potrebbe subire un'ulteriore limatura. Nei giorni scorsi si è parlato di differenza tra disoccupati di Serie A, come li hanno amaramente definiti i precoci, ossia coloro che potranno accedere alla quiescenza perché licenziati e privi di ammortizzatori da almeno 3 mesi, e quelli di serie B, che 'resteranno dai vetri' in quanto disoccupati a causa di un contratto a termine, esclusi dalla Q41 o all'Ape social. Ieri la polemica sui social è montata ulteriormente a causa di una nuova indiscrezione, ossia il Governo starebbe valutando di consentire l'accesso all'Ape social, prestito pensionistico a costo zero, e alla Q41 solo per i lavoratori più anziani, dunque emergerebbe nuovamente lo 'spauracchio' dell'età anagrafica.

Pensioni Q41 e lo spauracchio dell'età anagrafica: troppi se e troppi ma

Per i lavoratori precoci questa sarebbe davvero la goccia che potrebbe far traboccare il vaso, la pazienza, hanno detto ieri all'unisono sul gruppo facebook 'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti' è arrivata alla fine.

Come si può accettare, dicono, un tale criterio di priorità se la battaglia si fonda da sempre sul motto 'quota 41 per tutti senza se e senza ma' , che porta con sé la richiesta della possibilità di accedere alla pensione indistintamente dall'età, come cita il DdL 857 di Damiano, dopo 41 anni di contributi versati? Ieri differenti precoci hanno fatto presente che al più il criterio dovrebbe essere al contrario ossia se di età si deve parlare per fare una graduatoria di accesso, allora dovrebbero essere avvantaggiati quanti hanno iniziato a lavorare prima, a 14/15 anni, rispetto a chi invece ha lavorato più tardi.

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Va da sé che i primi, avendo sacrificato la propria giovinezza, oggi, pur avendo alle spalle 41 anni di contributi sarebbero i più giovani e non i più anziani. E' evidente che chi ha iniziato a 14-15-16 anni oggi al più ha 55-56-57 anni, perché questi, si chiedono indignati, dovrebbero subire una seconda penalizzazione?