E' tanta la preoccupazione espressa dalle sigle sindacali dopo il vertice che, giovedì 6 aprile, si è tenuto a Roma con il Ministro Poletti per affrontare ancora una volta il tema della riforma delle Pensioni. Il timore, più volte manifestato da Cgil, Cisl e Uil, riguarda in particolar modo il ritardo accumulato dal Governo per il varo dei decreti attuativi. Un ritardo tale che potrebbe anche compromettere l'entrata in vigore degli strumenti previdenziali, inerenti all'anticipo pensionistico, la cui data di inizio sarebbe fissata al 1° maggio 2017.

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Secondo Poletti non si corre nessun rischio ma, ad oggi, benché i decreti siano in viaggio verso il Consiglio di Stato la posizione delle organizzazioni sindacali continua ad essere molto perplessa. Al contempo, come rovescio della medaglia, l'incontro di Roma ha fatto registrare un risvolto almeno per quanto attiene ad un'apertura da parte del Governo finalizzata ad apportare dei correttivi all'APE sociale e a Quota 41.

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Franchigia 12 mesi per APE sociale e Quota 41

In coda ad un decreto verrà inserita la franchigia 12 mesi. Consiste nell'opportunità di estendere da 6 anni a 7 anni il periodo di lavoro in mansioni gravose dal momento che si tiene in considerazione anche dell'eventuale interruzione dal lavoro per un periodo massimo di 12 mesi: aspetto questo che fa quindi perdere il carattere di 'continuità' richiesto inizialmente come requisito per avere accesso all'APE sociale e a Quota 41.

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Pensioni

Con l'inserimento di questa franchigia il requisiti minimo si estende così a 7 anni non continuativi con un'interruzione massima dal lavoro di 12 mesi. La novità, come anticipato, verrà inserita in un apposito decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri si spera prima di Pasqua insieme alla vasta gamma dei decreti attuativi inerenti agli anticipi pensionistici.

APE sociale, vittoria soltanto parziale

L'inserimento della franchigia 12 mesi per l'APE sociale e la Quota 41 rappresenta sì un traguardo raggiunto ma soltanto in modo parziale.

Nella lunga trattativa tra Governo e sindacati, questi ultimi avevano infatti chiesto l'introduzione di una franchigia per 24 mesi e non soltanto 12. La motivazione gettava le proprie radici in una maggiore tutela di quei lavoratori che, impegnati in mansioni gravose, potevano incorrere in un'interruzione del proprio contratto di lavoro superiore appunto ai 12 mesi. Per loro, l'unica strada al momento prevista per uscire dal mondo del lavoro anticipatamente è quella dell'APE volontario con la conseguente riduzione della propria pensione.

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Anticipo pensionistico, si parte il 1° maggio 2017

Sui tempi Poletti continua a garantire l'entrata in vigore degli strumenti a partire dal 1° maggio. In realtà questa data va intesa non come momento del riconoscimento del beneficio bensì come momento in cui verrà aperta la 'finestra' per la presentazione delle domande e delle istanze. Solo dopo che l'INPS avrà verificato la sussistenza di tutti i requisiti, i lavoratori potranno iniziare a beneficiare dell'anticipo pensionistico.

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Governo-sindacati: prossimo incontro il 4 maggio

E' stata anche fissata la data del prossimo confronto che vedrà, il 4 maggio 2017, il Ministro Poletti e le organizzazioni sindacali interfacciarsi sulla fase 2 della riforma previdenziale. In quella sede l'attenzione sarà focalizzata anche su pensioni giovani e sulla previdenza complementare.

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