In questi giorni sta facendo molto discutere una decisione assunta dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che ha portato all'annullamento di alcune nomine di alcuni direttori, in importanti musei italiani. Le ragioni poste a sostegno della decisione sono le più diverse e vista la reazione del ministro Franceschini che ha preannunciato ricorso, i provvedimenti vannno approfonditi.

I motivi sulle prove...

Gli effetti della sentenza si sono dispiegati su molti importanti musei italiani, come quelli archeologici di Reggio Calabria, Taranto e Napoli oppure la Galleria Estense di Modena o ancora il Palazzo Ducale di Mantova.

Ciò che ha portato popolarità alla vicenda sarebbe stata la provenienza estera dei diversi direttori sotto indagine anche se, a dispetto dell'opinione pubblica, assume solo un aspetto secondario.

Ciò che è stato evidenziato dal tar e che ha assunto un ruolo centrale nella decisione, ha riguardato la procedura di selezione ritenuta "magmatica". Si parte giudicando la prova orale a conclusione delle prove concorsuali. Si tratterebbe di colloqui avvenuti non solo per via telematica in alcuni casi (in particolar modo utilizzando l'app voip di Skype), ma anche a porte chiuse in altri e che non avrebbero garantito le forme di trasparenza e formalità prescritte ad esempio per la presenza di testimoni durante lo svolgimento della prova.

Il libero ingresso, lungi dall'essere garantito durante la procedura selettiva, non è stato previsto e di conseguenza non è stato possibile per eventuali terzi valutare la prova e indirettamente l'attenzione della commissione.

Nella decisione viene fatto riferimento all'art. 92 della Costituzione ed agli standard di trasparenza che non sarebbero stati rispettati.

...e sul punteggio

Il TAR prontamente censura anche il modo in cui si è verificata l'attribuzione dei punteggi. Sarebbe stata necessaria una "una più puntuale e più incisiva manifestazione espressione di giudizio da parte della commissione". Proprio l'insindacabile giudizio della commissione avrebbe inficiato la prova che non avrebbe permesso agli esclusi di essere messi al corrente del vero perché posto alla base della loro esclusione.

Proprio i criteri decisionali e di punteggio sono ricaduti sotto l'attenzione del TAR Lazio che bruscamente non ha esitato ad annullare le nomine ed il ministro dei Beni Culturali Franceschini non ha condiviso affatto l'orientamento della giurisprudenza amministrativa dato che afferma presenza di una commissione imparziale tramite alcune schermaglie su Twitter.

L'attenzione dei media è improntata per lo più sulla nazionalità estera di coloro che ricoprivano quelle cariche ma in realtà i motivi, come si è visto, sono soprattutto altri rispetto al vizio di forma burocratico.