Ormai ci siamo, le trattative per il rinnovo del contratto per i lavoratori pubblici stanno per partire. I soggetti in campo saranno i sindacati, in rappresentanza dei lavoratori e l’Aran, l’Agenzia per la Contrattazione incaricata dal Ministro della Funzione Pubblica Madia per rappresentare il Governo. Il Ministro dovrebbe aver già predisposto l’atto di indirizzo, cioè la bozza di proposta o la base per il rinnovo, che saranno inviate all’Aran e messe sul tavolo della trattativa. Da indiscrezioni dell’atto, trapelano novità importanti che riguardano i lavoratori e che faranno capolino nella discussione, cioè una stretta sui permessi e sulle assenze.

Ecco di cosa si tratta e cosa potrebbe cambiare per i lavoratori pubblici.

Familiari disabili

L’importanza dell’atto di indirizzo è confermata dal fatto che solo dopo averlo ricevuto, l’Aran potrà convocare i sindacati per dare il via alla contrattazione. Un discorso che sarà lungo e tortuoso e che porterà a fine un problema che dura da oltre 8 anni, cioè l’assenza del rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici. Un argomento molto dibattuto che è stato oggetto anche di una sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito l’illegittimità del blocco, per quanto concerne quello del Decreto Salva Italia del Governo Monti, e del Ministro Fornero. Secondo quanto fuoriesce dalle notizie, i permessi per la Legge 104 vengono inaspriti.

In pratica, questi permessi, che sono quelli spettanti ai lavoratori alle prese con l’assistenza ad un familiare disabile, dovranno essere richiesti mensilmente e soprattutto, con un largo anticipo. Il tutto nell’ottica di combattere le azioni poco correte che sfruttano la 104 per esigenze diverse da quella per la quale è istituita e per non intaccare l’efficienza e la funzionalità degli uffici dove lavorano i beneficiari dei permessi. Per quanto riguarda la tempistica, cioè la portata dell’anticipo necessario per richiedere i permessi, saranno Aran e sindacati a stabilirla.

Rigidità aumentata

L’atto di indirizzo segue il percorso tracciato da tutta la riforma della PA targata Madia, con la lotta serrata ai lavoratori assenteisti, ai furbetti del cartellino ed ai dipendenti poco virtuosi.

L’inasprimento dei permessi non riguarderà solo i fruitori della Legge 104, ma anche coloro che risultano essere donatori di sangue e che si assentano dal lavoro proprio per la donazione. Un’altra novità dovrebbe riguardare anche i lavoratori che sono costretti a ricorrere a visite specialistiche, mediche e salvavita. L’indirizzo è quello di far rientrare queste necessità dei lavoratori, nell’area dei permessi. SI tratterebbe di una grande novità, che eviterebbe ai lavoratori, di dover assentarsi per tutta la giornata di lavoro quando chiamato ad effettuare visite mediche. In pratica, per recarsi alla visita specialistica, il dipendente potrà prendere solo qualche ora di permesso anziché tutta la giornata, con queste ore che rientrerebbero tra quelle lavorative in busta paga, senza perdite economiche per il dipendente.