L’idea di fondo è sempre la stessa, cioè pensione agli anziani e lavoro per i giovani: questo la chiave di alcune dichiarazioni del Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano. Mancano pochi giorni al 15 luglio, data di scadenza di questa prima tornata di domande di accesso alle due nuove misure previdenziali, Ape sociale e quota 41 per precoci.

Le due misure, come era facilmente ipotizzabile per via del loro alto profilo assistenziale, stanno riscuotendo un grosso successo, come mostrano i numeri delle domande già presentate all’Inps.

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Nonostante gli innegabili effetti positivi delle novità previdenziali, il sistema previdenziale ha ancora necessità di interventi correttivi e prima le parole di Papa Francesco, poi quelle di Damiano, hanno riportato l’attenzione sulle criticità del sistema. Tra queste in primis c'è la flessibilità in uscita ancora assente, e poi gli adeguamenti all’aspettativa di vita che minacciano ulteriori inasprimenti in termini di requisiti di accesso alla pensione.

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Un biennio importante

Il Presidente Damiano ha sottolineato i risultati raggiunti in questi due anni dalla sua Commissione. Le oltre 30mila firme raccolte in rete e che riguardavano la petizione per potenziare il DDL 857, che ha visto come primi firmatari proprio Damiano e l’Onorevole Gnecchi, dimostrano ancora di più come il sistema previdenziale vada rettificato.

Innanzitutto Damiano ricorda come la sua proposta di riforma previdenziale abbia consentito di avere a disposizione per lasciare il lavoro, l’Ape sociale, la quota 41 e molto presto l’Ape volontario.

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Pensioni

È anche vero che non tutto quello che era previsto nel DDL è stato fatto, ma è innegabile il passo avanti fatto nell’indirizzo della flessibilità in uscita. Un biennio che ha visto Damiano in prima persona battersi per la salvaguardia esodati, per opzione donna e per il diritto alla pensione per chi ha raggiunto i 41 anni di contributi.

I prossimi passi da muovere

Se come sembra, le domande per Ape sociale e quota 41 continueranno con questa frequenza, le richieste saranno superiori alle stime iniziali del Governo.

Auspicando alla riapertura dei lavori sulla fase 2 della riforma, Damiano spinge affinché vengano accresciuti i finanziamenti per queste misure. Probabilmente il Presidente crede che quanto stanziato e disponibile oggi, non basterà a coprire tutte le richieste che arriveranno.

La fase 2 deve sempre avere come obiettivo le pensioni, di oggi e di domani, partendo dall’inserimento della pensione di garanzia che consentirà ai giovani di oggi di percepire pensioni decenti domani.

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Altre urgenze per Damiano sono l’avvio dell’Ape volontario e la lotta agli adeguamenti dei requisiti previdenziali all’aspettativa di vita. Su questo tassello si è speso giorni fa anche Papa Francesco e l’argomento è stato ripreso anche da molti esponenti politici, perfino tra coloro che nell’ultimo Governo Berlusconi avevano avallato la connessione tra pensioni e aspettativa di vita. Un primo risultato in questo senso lo si è avuto con la pensione agli usuranti, che nel pacchetto previdenziale dell’ultima Legge di Stabilità, ha avuto importanti correttivi.

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Prima sono state cancellate le finestre mobili che posticipavano la decorrenza delle pensioni agli usuranti, di 12 o 18 mesi. Infine, sempre per gli usuranti, sono stati cancellati i futuri adeguamenti all’aspettativa di vita.

Adeguamenti all’aspettativa di vita

Negli ultimi giorni l’aspettativa di vita collegata ai requisiti per accedere alle varie misure previdenziali attualmente in vigore, ha interessato molto l’opinione pubblica. Torna in auge il paventato rischio dell' aumento dei requisiti per le pensioni future. Se non viene bloccato il meccanismo, resta facilmente ipotizzabile un innalzamento dei requisiti per i prossimi anni. Già nel 2019, se il trend dell’aumento della vita continuerà secondo i dati di oggi, le pensioni saliranno sopra i 67 anni di età (oggi la vecchiaia si percepisce a 66 anni e 7 mesi). In proiezione, nel 2050 si potrebbe arrivare a 70 anni e questo secondo Damiano è un rischio da scongiurare.

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