Nonostante le proteste (tuttora in corso) da parte dei magistrati onorari il governo in data 10 luglio ha approvato la riforma che li vede coinvolti, ampliando i poteri e le competenze, confermando la natura funzionale e temporanea dell’incarico oltre alla necessaria compatibilità della stessa con lo svolgimento di altra attività lavorativa. Analizziamo di seguito i dettagli della riforma.

Durata e disciplina dei nuovi incarichi

Ogni giudice onorario non potrà tenere più di due udienze per settimana, limitazione questa di non poco conto specie in ambito penale ove vi è il rischio di vanificare l’operato dei PM in virtù della (forzata) eccessiva durata dei futuri procedimenti.

Proprio per fronteggiare questo rischio il CSM aveva avanzato una richiesta di utilizzare i VPO almeno per 3 giorni a settimana, però il Ministero non ha accolto istanza reputando sufficienti due giorni a settimana in virtù del carattere temporaneo e non esclusivo dell’incarico. Il Ministero ha altresì specificato che tale limitazione (2 giorni a settimana) sarà applicata solo a coloro che entreranno in servizio successivamente alla riforma. L’incarico avrà durata di 4 anni rinnovabili per una sola volta.

Il regime degli incarichi in corso

Per i magistrati onorari già in servizio al momento dell’entrata in vigore della riforma, allo scadere dei 4 anni, potranno essere confermati per ulteriori 4 anni, per una durata massima di 8 anni in totale. Tali magistrati (già in servizio) continueranno a prestare servizio per massimo 3 giorni a settimana con relativa indennità. Questa fase transitoria di 4 anni servirà (il Ministero se lo augura) a consentire agli Uffici di prepararsi ed organizzarsi in modo tale da riuscire a far fronte ai procedimenti futuri potendo contare solo sui magistrati onorari per soli due giorni a settimana.

Si auspica pure, dice testualmente il Ministro, “un utilizzo più contenuto della magistratura onoraria, avvalendosi anche di futuri e ulteriori interventi di depenalizzazione e degiurisdizionalizzazione nel settore civile”.

L’indennità per i magistrati onorari

L’indennità fissa sarà pari ad € 16mila annui, oltre una quota variabile computata in base agli obbiettivi prefissi dai presidenti dei Tribunali e dei Procuratori della Repubblica.

Si tratta di obiettivi non solo in termini di quantità ma anche di qualità, in funzione dei parametri quali il puntuale deposito dei provvedimenti, la gestione ed organizzazione delle udienze, modalità dei rapporti tra magistrati onorari e tra questi e quelli togati oltre che con gli avvocati ed il personale di cancelleria, l’aggiornamento professionale, il numero (in percentuale) delle impugnazioni dei procedimenti rispetto a quelli totali dell’Ufficio di appartenenza.

Gli oneri previdenziali e quelli assistenziali rientreranno nella quota variabile della indennità e non saranno quindi calcolati a parte come invece auspicato dai magistrati in protesta. E’ stata invece prevista una apposita assicurazione Inail.

La protesta continua

La protesta dei magistrati onorari iniziata mesi fa e ripresa proprio la settimana scorsa (e tuttora in corso) sembra proprio destinata come testualmente ribadito dall’associazione di categoria la quale ha affermato espressamente che “se il ministro della Giustizia pensa di salvare capre e cavoli prevedendo un impegno di tre giorni lavorativi a settimana dei magistrati in servizio nel secondo quadriennio, allora vuol dire che Andrea Orlando davvero non ha capito nulla di ciò che sta succedendo: fra quattro anni, quando entrerà a regime il nuovo sistema indennitario, due terzi dei magistrati in servizio, professionisti che non accetteranno mai di lavorare a condizioni economiche e previdenziali così degradanti, si dimetteranno. Così alla fine resteranno solo i 3.000 onorari di nuova nomina che per legge dovranno andare all’ufficio del processo e circa un migliaio dei magistrati attualmente in servizio che dovrebbero garantire il funzionamento degli uffici del Giudice di pace e delle Procure con competenze raddoppiate».

Le future competenze

Si prospetta anche l’aumento delle competenze a partire dal 2021 in materia condominiale. Non saranno invece ampliate le competenze in materia penale in sintonia con quanto richiesto dal Parlamento. In materia civile si prevede altresì l’innalzamento del valore per le cause decidibili secondo equità dagli attuali 1100 a 2500 euro. Invece per le cause aventi ad oggetto beni mobili il limite di competenza per valore sarà innalzato da 5mila a 30mila euro, invece fino a 100mila per quelle relative alla circolazione stradale. Insomma assisteremo ad un netto potenziamento delle competenze dei magistrati onorari: i magistrati dovranno affrontare più procedimenti, con meno tempo a disposizione e soprattutto meno garanzie in termini economici e previdenziali, ciò in netto contrasto con la auspicata riduzione dei tempi della giustizia che si pretende dalla magistratura. Per restare aggiornato sulle novità di diritto, lavoro ed economia premi il tasto Segui accanto al nome dell’autore dell’articolo.

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