Il decreto sull’Ape volontaria firmato dal ministro del consiglio Paolo Gentiloni riguarda l'anticipo pensionistico in forma volontaria che dà la possibilità di andare via dal proprio posto di lavoro al compimento dei 63 anni. Sarà prevista dal primo maggio 2017 fino al 31 dicembre 2018 in via sperimentale con la possibilità di ottenere gli arretrati. Secondo stime recenti il numero potenziale per l’Ape volontaria è di circa di 300mila persone per il 2017 e di circa 115mila nel 2018.

Ape volontaria: domanda retroattiva da maggio 2017

Il diritto all'Ape volontaria, come si legge nel decreto, sarà in forma retroattiva.

Infatti tutti i lavoratori interessati potranno richiederla se hanno maturato i requisiti richiesti in una data compresa tra il primo maggio 2017 e la data di entrata in vigore del decreto. Il decreto appena firmato permetterà, in pratica, di andare via dal lavoro a 63 anni accompagnati da un vero e proprio prestito dello Stato attraverso delle convenzioni, ancora da sottoscrivere, con Ania e Abi che erogheranno al pensionato il finanziamento dell'anticipo e della polizza assicurativa collegata ad esso. Questo anticipo di pensione avrà però un costo per il pensionato che dovrà restituire in delle rate mensili in 20 anni. A differenza dell’Ape social, che è una forma di assistenza gratuita e destinata in particolar modo a cittadini in condizioni disagiate, l’Ape volontaria è un vero e proprio prestito che sarà erogato e garantito fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia.

I requisiti per la domanda dell’Ape volontaria

Per poter accedere al prestito erogato dall’Ape, al momento della domanda bisognerà che il lavoratore abbia compiuto 63 anni entro il primo maggio 2017, un minimo di 20 anni di contributi e che si trovi a 3 anni e sette mesi, come distanza massima, dalla pensione di vecchiaia. Gli interessati potranno chiedere all'Inps il documento che certifica il diritto al prestito.

Dopodichè sarà possibile inoltrare la domanda di Ape volontaria scegliendo l'istituto che finanzierà il prestito che andrà restituito, come già detto, in 20 anni. Coloro che usufruiranno di questo anticipo pensionistico volontario avranno l’erogazione in rate mensili fino al raggiungimento dell’età della pensione di vecchiaia.

Completa la restituzione del debito la pensione tornerà al suo livello normale. Se però prima di aver restituito il prestito, il pensionato muore, l’eventuale pensione di reversibilità sarà corrisposta senza alcuna decurtazione perchè sarà compito dell'assicurazione, legata al prestito, pagare il debito eventualmente residuo.