L'ultimo incontro che si è svolto presso il Mise e che ha coinvolto la Regione Lazio non ha convinto per niente i sindacati. Sembra non avere pace il destino di una delle eccellenze italiane di un tempo come la Alitalia Maintenance Systems, azienda specializzata nella revisione dei motori aerei e che da un anno e mezzo ha ceduto i suoi asset alla IAG. È un comunicato duro e soprattutto condito da un pizzico di rassegnazione quello rilasciato dai sindacati CGIL, Fit CISL, UILtrasporti, UGL Trasporto Aereo dopo l’ultimo incontro svolto al ministero dello Sviluppo economico giovedì scorso.

Il vertice, tra l’altro, era stato rinviato più volte a causa dell’indisponibilità della società IAG. Secondo le organizzazioni sindacali, dunque, non sussistono le condizioni minime di impresa per poter giungere ad un accordo.

IAG, piano industriale nel mirino

Sotto processo è finito il piano industriale presentato da IAG nell’agosto dello scorso anno e già allora considerato inconsistente e poco dettagliato dai sindacati.

Dopo le sollecitazioni delle organizzazioni sindacali, il piano è stato nuovamente presentato al Mise e alla Regione Lazio senza particolari cambiamenti ad eccezioni delle certificazioni ENAC recentemente acquisite dall’azienda. Secondo i rappresentanti dei lavoratori il piano è la testimonianza della mancata volontà da parte dell’azienda di investire nel nostro Paese, senza l’obiettivo di recuperare e generare nuovi posti di lavoro.

Soddisfazione, invece, è stata espressa dai sindacati per la presa di posizione del rappresentante del Mise che segue la vertenza nei confronti dell'atteggiamento superficiale dei dirigenti di IAG: "La vostra credibilità e la mia fiducia stanno terminando, anzi sono pari a zero" sarebbero state le parole di Giampietro Càstano.

AMS e IAG, tante ombre e poche luci

La storia si ripete, dunque: l’ultimo vertice ha sostanzialmente avuto lo stesso esito degli incontri che si sono tenuti nei mesi scorsi senza aver prodotto alcun risultato.

Tra le vicende più discusse c’è stata la chiamata di circa 40 dipendenti, inviati a gruppi di 5-8 persone, per andare a Miami. Lo scopo? Quello di “socializzare”, ovvero istruire i nuovi operai. Come hanno denunciato alcuni sindacalisti, una volta tornati da Miami molti dei dipendenti sono stati messi nuovamente in mobilità. Per tutte queste ragioni i sindacati hanno chiesto più volte un incontro ai commissari della vecchia Alitalia LAI – titolare dell’officina della IAG – per capire come mai l’azienda non corrisponde i dovuti affitti di locazione a svantaggio dei creditori e quindi degli ex dipendenti Alitalia LAI.

Secondo alcune testimonianze raccolte, infine, alcuni dipendenti assunti a tempo determinato – in mancanza di vere attività motoristiche – vengono utilizzati per fare poco o nulla, come svolgere attività che nulla hanno a che vedere con la revisione dei motori aerei. I sindacati sono stati ricevuti nelle scorse ore dal sindaco di Fiumicino Esterino Montino che ha chiesto ai rappresentanti un aggiornamento sulla situazione.

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