Roma- La pensione anticipata donna, resta in sospeso tra i progetti e le proposte di chi vuol modificare la legge Fornero e chi vuol aumentare il ventaglio dell'Ape Social. Risale infatti allo scorso mese di settembre l'ultimo incontro tra le parti sociali, dove il dibattito si è incentrato sull'opportunità di pensione anticipata per alcune categorie di lavoratrici, con la possibilità di rientrare nei parametri per l'Ape social. Quest'ultima abbasserebbe l'ingresso alla pensione a 63 anni per determinate categorie di lavoratrici. Ricordiamo che, secondo il cronoprogramma della legge Fornero, le donne nel 2019 andranno in pensione a 67 anni e raggiungeranno di fatto la parità di genere a tutti gli effetti.
Proprio per questo se non si vuole modificare la legge Fornero, che ha come cardine il forte inasprimento delle regole per l'accesso alla pensione, si deve sperare che l'Ape social possa essere una soluzione specie per le lavoratrici che hanno mansioni particolarmente logoranti.
Il nodo principale resta l'anzianità contributiva: attualmente la proposta del governo prevede la possibilità di andare in pensione anticipata attraverso l'Ape social alla età di 63 anni con una anzianità contributiva di 30 anni. Ma come dichiarato dal segretario generale della Uil Domenico Proietti, la misura è insufficiente. La proposta del sindacato è di abbassare ulteriormente l'età a 60/61 anni e 28 anni di anzianità contributiva, ma il consulente di Palazzo Chigi, il dott.
Leonardi, ha annunciato che la possibilità è relativa al solo abbassamento dell'anzianità contributiva fino ad un minimo di 27 anni. Le lavoratrici italiane restano quindi in attesa soprattutto perché non si sa chi rientrerà nell'Ape Social (Ape Rosa) e quindi nella pensione anticipata donna. I parametri pensionistici in Italia sono attualmente i più rigidi d'Europa e nel 2019 raggiungeranno la soglia record di 67 anni superando paesi come Francia Inghilterra e Germania, in questi ultimi paesi questa quota sarà raggiunta solo nel 2020. Questi dati confermano il trend dell'ultimo lustro che ha visto il nostro paese raggiungere e superare tutti i paesi del vecchi continente, diventando la nazione con età pensionabile più alta d'Europa.
I tecnici di palazzo Chigi continuano a sostenere le cause della Ape social, ma gli effetti della legge Fornero non verranno assorbiti, soprattutto per coloro che non rientreranno neanche nell'Ape Social.