Le ultime novità sulla riforma Pensioni al 15 dicembre 2017 concernono l’ufficialità in Gazzetta ufficiale relativa all’aumento dei 5 mesi dei requisiti che occorreranno per poter accedere alla quiescenza dal 2019. E’ stato infatti reso pubblico in Gazzetta ufficiale il decreto che certifica le indiscrezioni trapelate nell'ultimo periodo. Ecco come si potrà andare in pensione dal 2019 e cosa cambia e per chi.

Pensioni, dal 2019 servono 5 mesi in più: ecco per chi

Pochi i soggetti che saranno esclusi dall’aumento dell’età pensionabile dal 2019, il Governo 'salva' infatti soltanto 15 categorie di lavoratori gravosi che continueranno ad andare in pensione con gli attuali requisiti, ovvero 66 anni e 7 mesi anagrafici, oppure 41 anni e 10 mesi di contributi versati se donne o 42 anni e 10 mesi se uomini.

Mentre per tutti gli altri, compresi i precoci che usufruiranno della quota 41 in futuro, sarà necessario lavorare ben 5 mesi in più. Quindi anche per loro occorreranno 41 anni e 5 mesi. Dal 2019 tutti potranno accedere alla pensione con 67 anni d’età. Il ritocco al rialzo, di cinque mesi, non toccherà soltanto le cosiddette pensioni di vecchiaia, ma anche le pensioni anticipate. Quindi i lavoratori precoci, chi usufruirà dell'ape sociale e chi richiederà l'assegno sociale.

Riforma pensioni, dal 2019 nuovi requisiti anche per accedere alla pensione anticipata

Per poter accedere alla pensione anticipata, che ricordiamo resta comunque indipendente dall’età anagrafica del richiedente, saranno necessari 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne. Come dicevamo poc’anzi, l’incremento toccherà anche i ‘quarantunisti’ che potranno accedere alla pensione se hanno versato almeno 12 mesi di contributi, anche non continuativi, prima dei 19 anni e se avranno alle spalle, sia uomini che donne, 41 anni e 5 mesi di contributi.

Le novità toccano anche quei lavoratori che svolgono attività usuranti. Per loro il nuovo requisito, dato dalla somma tra età anagrafica e anni di contributi, salirà da 97.6 a 98, subendo un incremento pari a 0,4 mesi. Per chi invece usufruirà dell’assegno sociale lo scotto da pagare sarà ancora maggiore; infatti, il primo incremento si verificherà già dal 2018 quando saranno necessari non più 65 anni e sette mesi ma 66 anni e 7 mesi.

Questi requisiti aumenteranno ancora nel 2019, quando verranno richiesti 67 anni indipendentemente dal 'sesso' del richiedente.

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