Al fine di completare il processo di liberalizzazione e di assicurare, a decorrere dal 2018, l'efficiente svolgimento del servizio di notificazioni a mezzo posta, il comma 461 della legge di bilancio 2018 apporta modifiche alla disciplina delle notificazioni a mezzo posta ovvero alla vecchia legge n. 890/1982. Vediamo tutte le novità e cosa cambia da quest’anno.

Innanzitutto viene previsto che gli ufficiali giudiziari, per la notificazione degli atti a mezzo posta, fanno uso di speciali moduli e buste verdi, per gli avvisi di ricevimento, conformi al modello approvato dall'AGCOM.

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Multe e atti giudiziari: saranno notificati anche con le poste private

Poste Italiane Spa perde il monopolio assoluto circa la notificazione degli atti giudiziari. Tutti i destinatari di un atto giudiziario, di un avviso di accertamento eccetera dovranno poi prestare molta attenzione agli avvisi di giacenza che troveranno nella cassetta delle lettere. Ciò per evitare che poi se ci si scordasse di ritirarlo si perde la possibilità di difendersi in giudizio.

Dalla notifica della raccomandata adesso potranno infatti scaturire effetti molto importanti relativi alla decorrenza dei termini di decadenza per presentare ricorsi ed opposizioni.

Le persone addette ai servizi di notificazione a mezzo posta sono considerate pubblici ufficiali a tutti gli effetti legali. Ne consegue che questi hanno bisogno di un’apposita licenza. Le indicazioni sulla busta devono essere più precise: infatti sull’avviso di ricevimento e sul piego devono essere indicati come mittenti, l’ufficio giudiziario, la parte istante o il suo procuratore e la PEC.

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La legge di Bilancio incide anche sulla disciplina relativa allo smarrimento del piego (ma non dell’avviso di ricevimento) da parte dell’ufficio postale, che così come prevede la riforma dà diritto ad un indennizzo nella misura prevista dall’AGCOM. E’ dovere dell’addetto postale rilasciare, senza spese a carico del destinatario, un duplicato che comprova il recapito del piego in formato cartaceo. La copia dell’avviso di ricevimento al mittente può essere trasmesso dal postino anche via PEC.

In caso di momentanea assenza del destinatario e qualora non ci sia nessun altro ad aprire il postino privato, il plico verrà depositato presso un punto di deposito più vicino al destinatario. La notifica si dà per eseguita trascorsi 10 giorni dal ricevimento della raccomandata, con cui il destinatario viene informato del deposito del piego.

Nel caso di rifiuto o di mancata accettazione di firmare l’avviso di ricevimento, il postino deve farne menzione sull’avviso di ricevimento.

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Deve poi apporre la data e la propria firma. Infine quanto ai termini di perfezionamento della notifica postale per il notificante a rilevare è il momento in cui la notifica viene chiesta, mentre per il notificato fa fede il momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna.( sentenza CORTE Costituzionale n. 477/02).

Notifica via PEC: ecco quando si perfeziona

Un altro importante principio di notificazione è quello che riguarda la notifica via PEC: la Corte di cassazione con sentenza numero 30766/17 ha dichiarato che la notifica con modalità telematiche richiesta dopo le ore 21 si perfeziona alle ore 7 del giorno successivo.Il ricorso in Cassazione richiesto oltre il predetto orario del giorno di scadenza del termine per impugnare deve ritenersi intempestivo e quindi inammissibile.

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Alle notificazioni telematiche devono infatti estendersi gli stessi limiti temporali fissati dal codice di procedura civile per le notificazioni tradizionali tramite ufficiale giudiziario. Per la prova della notifica telematica, in sede di legittimità è inoltre necessario produrre il messaggio di trasmissione a mezzo p.e.c. e le ricevute di avvenuta consegna e di accettazione anche in copia cartacea, attestata dal procuratore notificante come conforme alla copia telematica.

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