Il ministro Dario franceschini nel mirino delle guide turistiche italiane che domani saranno in presidio a Roma dalle 11 alle 14 sotto il ministero dei Beni Culturali per difendere la professione. Molta la carne al fuoco e tutto mentre l’Italia balza sul podio dell’European Best Destination assieme a Portogallo e Polonia. In primo luogo la prevista intesa Stato – Regioni prossima alla firma sulla regolamentazione professionale.

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In pratica lamentano i sindacati una vera e propria “deregulation”, nuove norme che non farebbero altro che aumentare in questo importante settore professionale la confusione alimentata anche da recenti sentenze.

Potrebbe bastare un corso di solo 600 ore

Per diventare guida turistica, se l’intesa dovesse passare, potrebbe bastare un corso di sole 600 ore delle quali solo 480 obbligatorie. Numerose sigle sindacali (Federagit Confesercenti Nazionale, Uil-Tucs Nazionale, Flaica-Cub Nazionale, Associazione Guide della Campania, AGTAR, Associazione Guide di Como) si oppongono all’estensione del modello toscano previsto dall’intesa dei corsi di formazione privati abilitanti.

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Il corso, privato, verrebbe equiparato ad una laurea triennale specifica. I sindacati così non ci stanno e scendono in protesta. “La nostra – dicono - è una professione intellettuale. Siamo contrari ai corsi obbligatori effettuati da enti privati e riteniamo che per il futuro debba essere necessaria per l’accesso all’esame almeno una laurea triennale.

Professione già minata dalla Direttiva Bolkestein

Le nuove norme darebbero il colpo di grazia a dei professionisti che fanno pesanti turni di lavoro, parlano correntemente quattro o cinque lingue, sanno fare accoglienza e soprattutto illustrare a dovere i tesori italiani.

A incrinare la professione già da qualche tempo è arrivata infatti anche la famigerata Direttiva Bolkestein che ha esteso la validità dell'abilitazione di guida su tutto il territorio nazionale. Un patrimonio culturale vasto come quello italiano richiede competenza e conoscenza e non guide-tuttologhe buone per ogni latitudine. I sindacati sottolineano che la professione di guida turistica ricade sotto la Direttiva Europea Professioni e non sotto la Bolkestein e reclamano che, “come è stato garantito ad ambulanti e balneari, venga almeno un rinvio disposto un rinvio dell'applicazione della Bolkestein”.

C’è poi il capitolo delle conoscenze linguistiche. Per la verifica delle conoscenze linguistiche richiedono esami pubblici e non attestati rilasciati da Agenzie di Certificazione private “che – denunciano - si prestano ad abusi. Mentre per i candidati di madrelingua non italiana deve essere richiesta una ottima conoscenza della lingua italiano, risciacquando i panni in Arno. Serve poi, reclamano i sindacati, urgente definizione della figura di Guida Specializzata e dei “siti di particolare interesse storico, artistico e archeologico per i quali occorre - in applicazione della Legge 97/ 2013 - una specifica abilitazione”.

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Ce n’è di che protestare. E domani sotto il Mibact la proteste arriverà alle orecchie del ministro. Ma darà ascolto?

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