Nel 2019 i requisiti per le Pensioni saliranno sia per gli uomini che per le donne a 67 anni di età. Anche quelle legate esclusivamente ai contributi versati avranno una impennata di 5 mesi, arrivando a 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne. Questo il trend che ha preso la previdenza sociale nostrana quando si parla di requisiti di accesso per le pensioni, un inasprimento costante. Il primo accenno lo si è avuto già a gennaio, quando le pensioni di vecchiaia per le donne sono state equiparate a quelle degli uomini, con le lavoratrici di fatto costrette a restare un anno in più al lavoro.

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Parlare di pensioni prima dei 60 anni in questo scenario sembra un azzardo, ma anche nel 2018 ci saranno lavoratori che riusciranno ad accedere alle pensioni prima del sessantesimo anno di età.

L’anzianità di servizio

Uno dei due pilastri del sistema previdenziale, parallelo alla pensione di vecchiaia che per tutto il 2018 si centrerà con 20 anni di contributi e 66 anni e 7 mesi di età, risulta la pensione anticipata. Si tratta della vecchia pensione di anzianità che la Fornero abolì e sostituì con questa pensione anticipata.

Nel 2018 si centra con 42 anni e 10 mesi di contributi per i lavoratori maschi ed un anno in meno per le donne. Tutto questo a prescindere dall’età anagrafica e pertanto, la pensione anticipata risulta essere la prima scorciatoia per lasciare il lavoro prima dei 60 anni di età. Un possibilità che avranno solo quei fortunati che sono riusciti a trovare impiego continuativamente già intorno ai 16 anni di età, senza pause. Nel caso delle donne invece, per via dell’anno in meno di lavoro necessario, l’età di inizio attività lavorativa sale intorno ai 17 anni.

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I disagiati

Peraltro, sempre in argomento soggetti che hanno iniziato a lavorare da giovani, esiste quota 41 per la quale basta avere un anno di contributi versati prima dei 19 anni di età. In questo caso però necessario essere in condizioni di difficoltà lavorativa, di salute o di famiglia. Infatti per andare in pensione prima dei 60 anni di età con 41 anni di contributi nonché quello versato prima dei 19 anni di età, bisogna al contempo essere disabili, con disabili a carico, disoccupati o alle prese con attività gravose che ne sconsigliano la permanenza al lavoro troppo in là con gli anni.

Sempre per situazioni di disagio e sempre prima dei 60 anni c’è la pensione di vecchiaia anticipata per le donne con invalidità accertata pari o superiore all’80%. L’età minima di uscita in questo caso è di 55 anni e 7 mesi sempre con i canonici 20 anni di contributi versati che scendono a 15 per chi rientra nelle deroghe Amato. Per gli uomini della stessa tipologia di situazione lavorativa e di disagio, l’età pensionabile sale a 60 anni e 7 mesi. Esiste uno scivolo particolare anche per i non vedenti che con 10 anni di contributi possono pensionarsi con 50 anni se femmine e 55 se maschi, con i 7 mesi di aspettativa di vita da aggiungere.

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Altre uscite prima del previsto

Resta attiva nonostante la mancata proroga, opzione donna, pensione contributiva anticipata per alcune lavoratrici. Ci si pensiona a 57 anni e 7 mesi di età per le lavoratrici dipendenti e 58 anni e 7 mesi per le lavoratrici autonome. Bisogna però avere 35 anni di contributi centrati già a fine 2015 nonché l’età centrata al 31 luglio 2016. Resta per queste il penalizzante calcolo dell’assegno previdenziale spettante che viene stabilito per intero con i criteri del sistema contributivo che significa una pesante penalizzazione di assegno nell’ordine del 30/35%. Scivoli particolari anche per Forze Armate, Forze dell’Ordine e per tutti i lavoratori che rientrano nel settore Pubblica Sicurezza. Bastano 40 anni e 7 mesi di contributi per la pensione senza vincoli di età oppure con 35 anni di contributi ci si pensiona con minimo 57 anni e 7 mesi di età.

Sempre nel comparto sicurezza in pensione con 57,7 anni di età, se si ha una anzianità di servizio antecedente il 1996 e almeno 5 anni di contributi versati, nel caso in cui la pensione calcolata sia non inferiore a 543,60 euro al mese (1,2 volte l’assegno sociale 2018). Esistono inoltre particolari categorie di lavoratori a cui si applicano pensione ben prima dei 60 anni, come gli sportivi professionisti (51 o 52 anni e 7 mesi a seconda se uomini o donne), i lavoratori che versano contributi al fondo volo, cantanti e concertisti e così via.