Dopo una lunga trattativa è stato firmato il primo CCNL (contratto collettivo nazionale lavoro) nel settore della ristorazione e del turismo. Una novità che riguarda oltre un milione di Lavoratori che prestano servizio presso le 300mila imprese del settore pubblici esercizi, ristorazione e turismo. Tanto per essere chiari, tutti i lavoratori di bar, pizzerie, ristoranti, alberghi, stabilimenti balneari ma anche mense e grandi strutture che operano nella ristorazione non commerciale. L’intesa che ha portato al nuovo CCNL è stata sottoscritta dai rappresentanti dei lavoratori della triplice (CGIL, CISL e UIL) e dalle associazioni dei datori di lavoro quali Angem, Fipe e Legacoop.

Salgono gli stipendi

Il nuovo contratto ha decorrenza immediata, cioè dal 1° gennaio del corrente anno ed una validità quadriennale. Tutto quello di cui è composto infatti avrà validità fino al 31 dicembre 2021, quando evidentemente sarà necessario un rinnovo. Dal punto di vista economico il nuovo contratto stabilisce 100 euro di aumento delle buste paga a regime. Un aumento stabilito in base alla retribuzione dei lavoratori collocati al quarto livello che naturalmente va parametrato per tutti gli altri livelli di inquadramento. Per la parte del welfare, nel nuovo documento ci sono anche 2 euro [VIDEO]da destinare all’assistenza sanitaria integrativa e fissa in 4 anni l’arco temporale in cui prevedere gli scatti di anzianità. Nascono anche i premi di risultato, un bonus da elargire ai dipendenti di imprese che rientrano nell’area di applicazione di accordi territoriali ma con la postilla che questi possono essere accantonati per la previdenza integrativa.

Altre novità del contratto

Il nuovo CCNL conferma in 40 ore settimanali la durata massima in cui un lavoratore può essere in servizio. Allo stesso tempo si fissa in 48 il massimo delle ore di lavoro che una azienda può chiedere ad un proprio dipendente in determinati periodi dell’anno, fermo restando che per un anno di lavoro non si possono superare le 20 settimane di lavoro a 48 ore settimanali. Anche la riduzione di orario di lavoro a 32 ore non può essere applicata per periodi superiori alle 20 settimane. Dal punto di vista del lavoro in senso stretto il nuovo contratto riconosce l’apprendistato come strumento da adottare anche in cicli stagionali anche se la destagionalizzazione del lavoro nel settore è uno dei punti nevralgici di un nuovo documento che mira ad allungare i periodi di copertura contrattuale dei lavoratori oltre la semplice stagione estiva ed invernale di cui il settore si caratterizza. A conferma di questo l’intesa fissa limiti al ricorso al lavoro precario, nell’ordine del 20% per i contratti a tempo determinato ed al 10% per quelli tramite agenzie interinali.

Nasce la possibilità di assumere dipendenti per 8 ore [VIDEO]a settimana, i classici dipendenti del week end. Tutte misure che servono per inserire il settore ristorazione e turismo nel campo di applicazione dell’alternanza scuola lavoro per esempio.