Non ci sta il presidente della commissione Lavoro della Camera al gioco di chi promette di più in campagna elettorale sulla riforma #Pensioni. Cesare Damiano, ricandidato in Parlamento con il Partito democratico di Matteo Renzi, ritiene “fuorviante” e “demagogico” l’impostazione del confronto politico-elettorale tra favorevoli e contrari all’abolizione [VIDEO]della tanto chiacchierata legge Fornero che sta animando la campagna elettorale verso le elezioni politiche del 4 marzo prossimo. "Impostare il dibattito elettorale sul tema delle pensioni – ha scritto in una nota Cesare Damiano -, alimentando la finta alternativa tra 'cancelliamo' la legge Fornero o 'teniamola' com'è, è semplicemente – ha sottolineato il parlamentare dem - fuorviante e presta il fianco – ha aggiunto - alle solite sparate demagogiche”.

Le promesse sulle pensioni si susseguono in questi giorni di ora in ora, un capitolo centrale in questa campagna elettorale.

Pensioni, tutte le proposte di Cesare Damiano

A parlare di abrogazione della legge Fornero sono in particolar modo il candidato alla presidenza del Consiglio del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, e il leader della Lega Matteo Salvini. Gli altri leader del centrodestra parlano comunque di superamento della legge Fornero con delle modifiche. Mentre il centrosinistra, con in testa il Pd di Renzi, è apertamente schierato contro la rottamazione della legge Fornero pur proponendo anche in questa campagna elettorale il potenziamento delle nuove forme di pensione anticipata già introdotte, ovvero l’Anticipo pensionistico volontario e l’Ape sociale, anche se non si è capito se tra le proposte dem ci sia anche la Quota 41 per tutti i lavoratori precoci [VIDEO], nelle slide diffuse da Renzi questo non è specificato, anche se Damiano continua a proporla.

“La legge del Governo Monti – ha detto il presidente della commissione Lavoro di Montecitorio - è già stata cambiata con le otto salvaguardie, l'eliminazione delle penalizzazioni – ha proseguito - per chi va in pensione prima dei 62 anni e con l'introduzione – ha evidenziato - dell'Anticipo pensionistico sociale”. Damiano, in sostanza, sottolinea i risultati fin qui ottenuti sul fronte previdenziale, la stessa posizione assunta sul fronte sindacale dalla Cisl di Annamaria Furlan e dalla Uil di Carmelo Barbagallo ma non dalla Cgil di Susanna Camusso che in questa tornata elettorale sembra invece più vicina a Liberi e Uguali di Pietro Grasso che ha riunito attorno a sé i movimenti e i partiti di sinistra alternativi al Pd renziano.

Da proroga Opzione donna a Quota 41 precoci

“E' da questi risultati, non risolutivi – ha detto Cesare Damiano intervenendo sulla riforma pensioni - che bisogna ripartire, compiendo quegli ulteriori passi – ha aggiunto il parlamentare - che non siamo stati in grado di compiere nella passata legislatura".

Un riconoscimento anche dei limiti dei governi di Renzi e Gentiloni nell’affrontare la questione previdenziale, guardando più alle esigenze finanziarie che non ai numerosi problemi sul piano sociale che continua a provocare la legge Fornero. "Per farlo – ha proseguito ancora il presidente della commissione Lavoro della Camera - utilizziamo anche quella parte delle risorse stanziate ma non totalmente spese”. Damiano, in sintesi, parlando di obiettivi “semplici e realistici” da raggiungere, propone la #Quota 41 per i lavoratori precoci, la stabilizzazione dell’Anticipo pensionistico sociale introdotto finora solo in via sperimentale e in scadenza alla fine del 2018, la proroga di #Opzione Donna e la salvaguardia definitiva per gli esodati [VIDEO]. “Queste – ha detto l’ex ministro del Lavoro del Governo Prodi - sono proposte concrete. Il resto – ha concluso - è demagogia".