Cresce il numero di domande di certificazione depositate con il fine di ottenere il pensionamento anticipato tramite l'APE volontaria. Ricordiamo che il meccanismo consente l'uscita dal lavoro a partire dai 63 anni di età e con almeno 20 anni di contribuzione, pur accettando una penalizzazione dovuta per il rimborso del prestito ventennale collegato alla misura. Di fatto l'opzione sembra risultare particolarmente gradita per via dei requisiti di accesso, meno rigidi rispetto a quelli dell'APE sociale (che però risulta senza oneri per il richiedente).

La sperimentazione è partita ufficialmente dalla metà dello scorso mese e dopo circa sei settimane è già arrivata ad acculare quasi 16mila pratiche attive.

APE volontaria: accesso per i nati dal '54 al '56

Al momento risultano potenzialmente interessati da questa iniziativa coloro che sono nati a partire dal maggio del 1954 fino al luglio del 1956. Secondo quanto riferito in diverse occasioni dallo stesso istituto pubblico di provenienza, la platea dei potenziali aderenti potrebbe coinvolgere centinaia di migliaia lavoratori tra il 2018 ed il prossimo anno.

Numerose anche le simulazioni effettuate con il software messo a disposizione sul sito dell'Inps, che ha conteggiato oltre 186mila sessioni. Anche considerando che lo stesso lavoratore può eseguire più volte una simulazione (inserendo di volta in volta dati diversi), è comunque da rilevare come l'utilizzo sia risultato molto elevato a partire dal lancio. La misura sembra quindi aver ottenuto un buon riscontro, stante che al momento risulta l'unica opzione di prepensionamento pubblico disponibile con appena 20 anni di contribuzione.

Bisogna inoltre ricordare che al fianco dell'ape volontaria sussiste anche la cosiddetta APE aziendale, che consente l'uscita anticipata dai 63 anni con i medesimi criteri, ma con il costo dell'operazione a carico del datore di lavoro.

Il possibile rinnovo dell'opzione tra le ipotesi del prossimo Governo

Per chi non riesce a rientrare nella sperimentazione, resta comunque aperta l'ipotesi di una proroga dell'opzione di uscita.

Rispetto all'APE sociale, la versione volontaria è forse quella con maggiori possibilità di prosecuzione (assieme alla RITA per i fondi pensione). Il meccanismo di funzionamento nei prossimi anni dovrebbe ormai divenire collaudato, mentre l'opzione non presenta oneri per lo Stato. Sebbene i partiti usciti vincitori dalle elezioni abbiano espresso più volte la propria preferenza per altri meccanismi di flessibilità (come la quota 41 o 100), tutto fa pensare che l'APE volontaria potrebbe continuare a convivere con le prossime modifiche.

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