Per attuare il reddito di cittadinanza, come previsto dal programma elettorale del Movimento 5 Stelle, occorrerebbero dai 35 ai 38 miliardi di Euro. Lo sostiene Tito Boeri, presidente dell’Inps, intervenuto sull’argomento a margine della presentazione dei dati dell’Osservatorio statistico sul reddito di inclusione a tre mesi dalla sua introduzione. Dati che fanno registrare, nei primi 90 giorni dell’adozione della misura contro la povertà, 900 mila beneficiari del sussidio dei quali 7 su 10 residenti ad Sud.

Boeri: ‘Il reddito di cittadinanza costa troppo’. La risposta di M5s

Secondo il presidente dell’Inps, Boeri, il reddito di cittadinanza avrebbe un costo particolarmente elevato per le casse dello Stato, stimato in un cifra oscillante tra i 35 ed i 38 miliardi euro.

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Un previsione rivista al rialzo rispetto alle valutazione dello stesso istituto che, nel 2015, aveva ipotizzato una spesa di circa 29 miliardi. Una cifra ‘molto consistente’, ha chiosato il presidente, che rischia di non essere sostenibile per il paese.

Dello stesso avviso il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, secondo il quale, pur riconoscendo che sul reddito di cittadinanza ci si potrebbe lavorare, auspica che il programma del prossimo governo non corra troppo dietro alle promesse elettorali, riferendosi anche alla flat tax proposta dal centrodestra.

Sarebbe più realistico, sostiene Boccia, che in una situazione di ‘risorse scarse’ si definiscano delle priorità su politiche che accelerino la crescita e riducano i divari nel paese.

Pronta la risposta del Movimento 5 Stelle che, attraverso una nota di Giulia Grillo e Danilo Toninelli, capigruppo, rispettivamente, di Camera e Senato, ribadiscono che le stime dell’Istat riferiscono di una spesa per attuare il reddito di cittadinanza pari a 14,9 miliardi di euro più altri 2 per la necessaria riforma dei Centri per l’impiego.

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I dati del Reddito di inclusione (Rei): 900 mila assegni in tre mesi

Mentre prosegue, acceso, il dibattito sulla possibilità di attuare il reddito di cittadinanza, sono stati diffusi i primi dati relativi ad una misura contro la povertà che è già entrata in vigore all’inizio dell’anno. Stiamo parlando del Reddito di inclusione (Rei) del quale hanno finora beneficiato 900 mila persone (oltre 250 mila famiglie) con un assegno medio mensile di 297 euro. Un numero di beneficiari che dovrebbe salire, a partire da luglio, a 2,5 milioni di persone (circa 700 mila famiglie).

Sono numeri, sostiene Boeri, che dimostrano che in Italia un reddito minimo esiste e sarebbe il caso, per le forze politiche, impegnarsi maggiormente per reperire sempre più risorse per finanziare le misure di contrasto alla povertà già esistenti (si pensi anche al Sia, il Sostegno per l’inclusione attiva), anziché rincorrere progetti velleitari. Solo così si potrà sperare di colmare un ritardo di 70 anni con altri paesi e gli enormi divari esistenti tra le diverse zone del paese, come dimostra il fatto che oltre 7 sussidi su 10 fanno a famiglie del Sud.

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