Quanti sono i laureati che riescono a trovare un impiego entro 36 mesi dal conseguimento del titolo universitario? A rispondere al quesito è l'Eurostat, pubblicando i risultati di una nuova ricerca al riguardo. Secondo l'Istituto di ricerca statistica europea, i dati rilevati presentano per il nostro Paese un profilo in leggero miglioramento, anche se la distanza rispetto agli altri partner internazionali resta purtroppo ancora elevata. Vediamo insieme tutti i dettagli nel nostro nuovo articolo di approfondimento.

I risultati delle ultime rilevazioni dell'Eurostat

I laureati italiani (al di sotto dei 35 anni) che riescono ad ottenere un impiego entro 3 anni dal titolo sono il 58%, un numero in crescita rispetto alla rilevazione dell'anno precedente (risalente al 2016), che registrava una percentuale del 57.7%. Il dato continua però a restare fortemente deficitario se confrontato con la media europea, che raggiunge invece l'82,7% degli inserimenti lavorativi. Nella pratica, rispetto ai 28 partner dell'Unione Europea, l'Italia si posiziona come penultima in classifica.

Le motivazioni che continuano a limitare le occasioni lavorative per i giovani

Entrando nel merito delle cause che continuano a frenare l'occupazione dei giovani laureati, a predominare sembra il mancato ricambio generazionale. Se gli anziani continuano infatti a restare bloccati nel mondo del lavoro si ottiene inevitabilmente un rallentamento nel naturale processo di turn over. L'inasprimento dei requisiti di pensionamento avvenuto a partire dal 2008 avrebbe quindi agito da freno, considerando che l'occupazione dei laureati ha visto la percentuale scendere dal 67% di inizio periodo fino al 58% attuale (mentre il livello più basso sarebbe stato toccato nel 2014 con poco meno del 50%).

Le differenze di genere nell'occupazione dei giovani laureati

Entrando nel merito dei dati raccolti, troviamo poi alcuni interessanti spunti di analisi osservando le differenze di genere tra giovani laureati. Le donne vedono infatti nel 2017 un tasso di occupazione a tre anni dalla laurea in crescita dal 55,9% al 59,3%. Al contrario, gli uomini passano dal 60,5% del 2016 al 59,3% dell'anno scorso. Un'evidenza che anche in questo caso pone spunti di riflessione in merito all'analisi della platea dei cosiddetti Neet, ovvero dei giovani che non studiano e non lavorano.

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