Continuano le polemiche sul nuovo contratto di Governo stipulato fra Lega Nord e Movimento 5 Stelle mentre il Partito Democratico sarebbe intervenuto sulle due misure pensionistiche che sarebbero contenute nella bozza. Si tratta della famigerata quota 100 e della quota 41 considerate troppo costose per le casse statali e perciò inattuabili.

E' bufera sul contratto di Governo

Non solo misure in campo previdenziale ma nella bozza del nuovo contratto Lega-Movimento 5 Stelle anche l'uscita dall'Euro, la cancellazione del debito pubblico e l'eliminazione delle sanzioni al Presidente della Russia Vladimir Putin.

Ipotesi che però, secondo quanto riferito dal quotidiano "La Repubblica", sono contenute nella vecchia bozza. Da ciò scaturiscono numerose polemiche: una vera e proprio bufera che però è stata prontamente smentita dal leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio il quale avrebbe rassicurato che il contratto di Governo è già stato cambiato a margine degli ultimi due incontro del tavolo tecnico.

Intanto, il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini e il Leader pentastellato iniziato a discutere sul probabile nome che potrebbe accaparrarsi la poltrona di Palazzo Chigi. Non è escluso, infatti, che il Premier potrebbe essere un terzo rispetto ai due leader risultati vincitori dalle ultime elezioni politiche.

E si discute anche di temi da affrontare con il nuovo esecutivo: in primo luogo ci sarebbero le due misure ipotizzate già da tempo, ovvero, il meccanismo di quota 100 e la quota 41 a favore dei lavoratori precoci con la conseguente cancellazione definitiva della Legge Fornero.

Quota 100 troppo costosa, parla Anzaldi

Ipotesi che hanno suscitato le polemiche del deputato del Partito Democratico Michele Anzaldi che avrebbe affermato: "Abolire la Legge Fornero con 5 miliardi, come hanno messo nero su bianco Lega e M5S nel loro contratto di Governo? Una enorme presa in giro, una bufala colossale". Per il deputato dem, infatti, l'abrogazione definitiva della precedente riforma pensionistica potrebbe comportare un costo pari a 20 miliardi di euro all'anno.

Anche l'introduzione della flessibilità con Quota 100 avrebbe un impatto sui conti pubblici notevole: la misura costerebbe circa 105 miliardi di euro; cifra che sarebbe molto difficile da reperire considerando anche il fatto che potrebbero non bastare visto che ci sarebbero altre misure da attuare come il cosiddetto reddito di cittadinanza e la flat tax.