“La quota 100 si farà”, parola del vicepremier Luigi Di Maio il quale oggi, intervenendo al Festival del lavoro di Milano, ha toccato uno dei punti più importanti del piano di riforma Pensioni promesso dal Movimento 5 stelle in campagna elettorale e nel contratto di programma sottoscritto con la Lega di Matteo Salvini. “C’è un tema prima di tutto sulla quota 100, ci ritroveremo – ha detto oggi il ministro del Lavoro - diverse centinaia di migliaia di pensionati, circa un milione di pensionati”. Numeri che non farebbero scoraggiare il governo intenzionato ad andare avanti sul fronte previdenziale.

Pensioni, il vicepremier M5s: avanti con quota 100

“Questo non è un tema – ha aggiunto Luigi Di Maio - che ci deve necessariamente spaventare perché, soprattutto nella Pubblica amministrazione, favorire il ricambio generazionale significa portare nuove competenze per le nuove sfide della Pa”. Più persone vanno in pensione, dunque, più opportunità di lavoro si apriranno per i giovani anche nel settore pubblico, come sottolinea il vicepremier che, prima di tornare a parlare della riforma pensioni, si sofferma sulla Pubblica amministrazione.

“Questo – ha detto Di Maio - è un principio che dobbiamo tenere ben presente perché siamo in un Paese in cui, prima di digitalizzare la Pubblica amministrazione, ne dobbiamo riformare le funzioni, ma non solo in ottica di spending review".

Di Maio: determinati in Europa anche su economia

Poi di nuovo sulla questione previdenziale ormai da tempi tre le questioni al centro del dibattito politico. “Per quanto riguarda quota 100 – ha ricordato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico - è nel nostro contratto di governo e la dobbiamo fare per tante ragioni.

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Pensioni

Per permettere ai giovani - ha detto - di entrare sempre di più nel mondo del lavoro e per dare la possibilità a chi ha lavorato una vita di andare in pensione”. Il leader M5s non entra nel dettaglio della quota 100, non spiega se quella allo studio del governo è riservata a chi ha compiuto già 64 anni di età o se ci sarà “un anno di sconto” come chiede sostanzialmente il Partito democratico guidato da Maurizio Martina che sulla riforma pensioni e le questioni sociali ha lanciato la sfida al governo presentando una serie di proposte illustrate nei giorni scorsi durante una conferenza stampa a Montecitorio da parlamentari e dirigenti dem.

"La partita su questo, come su altre questioni economiche – ha proseguito Di Maio - non la dobbiamo considerare solo a legge di Bilancio vigente o solo a saldi di finanza pubblica vigenti".

Nessun accenno alla proroga di opzione donna

"Teniamo ben presente – ha sottolineato - che quello che è l’atteggiamento dell’Italia ai tavoli europei sull’immigrazione è solo l’antipasto di quello che sarà l’atteggiamento dell’Italia sull’economia, perché non chiediamo nient’altro - ha aggiunto - che essere trattati come tutti gli altri Paesi europei”.

A proposito di riforma pensioni il ministro Di Maio non ha toccato gli altri punti previsti dal contratto di governo come il superamento legge Fornero e la proroga di opzione donna e non ha fatto chiarezza sulla quota 41 per i lavoratori precoci. Segno che il Governo Gentiloni, sulla questione previdenziale, sta incontrando le stesse difficoltà che hanno incontrato i governi precedenti, quella di dover fare i conti con le coperture finanziarie e i vincoli di bilancio.

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