Da anni anche ai pensionati viene erogata la quattordicesima, una mensilità aggiuntiva. La data di accredito prevista per il 2018 è il 2 luglio, perché il primo giorno di questo mese cade di domenica e quindi non è bancabile. Secondo i dati dell’Istituto di Previdenza Sociale, la mensilità aggiuntiva interesserà il prossimo 2 luglio, circa 3,5 milioni di pensionati. La misura infatti non è appannaggio di tutto l’universo dei pensionati italiani, ma solo di chi rispetta determinati requisiti. Vediamo chi troverà il prossimo mese la mensilità in più sul proprio conto corrente, che tipologia di pensionati è coperta dalla quattordicesima e come si calcola il suo ammontare.

Beneficiari

Per sapere a chi spetta la quattordicesima l’ultimo riferimento normativo in materia requisiti di accesso alla quattordicesima è l’ultima Legge di Bilancio. La manovra finanziaria di quest’anno infatti, ha allargato il perimetro di applicazione della misura, tanto è vero che per il 2018, ma anche per i prossimi anni, come dicevamo, la mensilità aggiuntiva verrà percepita da circa 3,5 milioni di pensionati. Per ottenere il benefit ai pensionati è richiesta la soddisfazione di due requisiti, uno legato all’età anagrafica ed un altro collegato al reddito. Possono beneficiare della quattordicesima i pensionati con almeno 64 anni di età e che hanno un reddito complessivo non superiore a 2 volte il trattamento minimo stabilito annualmente dall’Inps.

Per la ormai imminente quattordicesima 2018, fissato il trattamento minimo a 507,42 euro, i redditi da detenere per rientrare nella misura sono pari a 13.192,92 euro annui. Non tutte le tipologie di prestazioni previdenziali vengono coperte dalla quattordicesima. Per poter rientrare nel perimetro di applicazione della mensilità in più bisogna percepire solo ed esclusivamente una delle seguenti Pensioni:

  • pensione di anzianità;
  • pensione di vecchiaia;
  • pensione di reversibilità;
  • assegno di invalidità;
  • pensione anticipata.

Importi

Rispetto alla quattordicesima che viene erogata a molti lavoratori dipendenti e stabilita dai loro Contratti Collettivi, per quella destinata ai pensionati, gli importi non sono uguali per tutti ma variano in base al reddito ed alla storia lavorativa del pensionato, cioè sulla base dei contributi versati.

L’importo maggiore è destinato a chi ha redditi fino ad 1,5 volte il trattamento minimo annuo, cioè € 9.894,69 euro all’anno. Il reddito di riferimento è quello singolo, cioè del pensionato in quanto tale senza tenere conto dei redditi del coniuge. Per pensionati con redditi tali da garantire il massimo importo di quattordicesima spettano:

  • con 15 anni di contributi: € 437
  • da 15 a 25 anni di contributi : € 546
  • oltre 25 anni di contribuzione: € 655

Per coloro che invece hanno redditi superiori a 9.894,69 euro all’anno ed entro i 13.192,92 euro, gli importi sono i seguenti:

  • 15 anni di versamenti contributivi: € 336
  • Da 15 a 25 anni: € 420
  • Oltre i 25 anni: € 504

Infine va ricordato che gli importi non variano tra pensionati provenienti da lavoro dipendente e tra pensionati provenienti da lavoro autonomo.

L’unica differenza tra queste due categorie di pensionati è quella relativa ai contributi necessari per rientrare nelle varie fasce di calcolo della quattordicesima che si andrà a percepire. Infatti per le fasce relative ai pensionati da lavoro autonomo, gli anni di contributi necessari diventano fino a 18 anni, tra 18 e 28 ed oltre i 28.