Le ultime notizie sulla riforma pensioni 2018, ad oggi, martedì 5 giugno, si riferiscono al programma di Governo relativo al superamento della Legge Fornero e all'introduzione della Quota 100.

Pensioni 2018, notizie oggi 5 giugno: Pedretti 'Governo avvii confronto con i sindacati'

Il segretario generale dello SPI-CGIL, Ivan Pedretti, ha commentato la proposta di Governo in merito al superamento della legge Fornero. Ferretti ha dichiarato che sulle Pensioni non bisogna assolutamente fare dei pasticci. Serve soprattutto serietà nelle azioni: la serietà è più importante dei proclami.

L'esponente sindacale ha, oltremodo, invitato il governo a confrontarsi con i sindacati, se la loro intenzione è quella di fare le cose per bene. Anche il segretario confederale della UIL, Domenico Proietti, ritiene importante la decisione del governo di affrontare subito il capitolo relativo al sistema previdenziale italiano. Proietti, in modo particolare, ha sottolineato come occorre pensare alle pensioni future dei giovani, tenendo presente il problema della discontinuità della carriera e della precarietà del lavoro in Italia.

Riforma pensioni 2018: Alberto Brambilla 'Quota 100 sì ma con 64 minimi d'età anagrafica'

Nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano 'Repubblica', l'esperto di previdenza e già sottosegretario al Welfare nei governi Berlusconi, Alberto Brambilla, ha parlato del superamento della legge Fornero e di quelle che sono le intenzioni del governo.

Brambilla ha spiegato che l'idea sarebbe quella di far accedere alla pensione i lavoratori che possiedono un'età anagrafica di almeno 64 anni e che abbiano versato almeno 36 anni di contributi; oppure, più in generale, chi abbia già versato, durante la propria carriera lavorativa, 41 anni e mezzo di contributi. Brambilla, comunque, ha spiegato come il governo abbia intenzione di porre dei paletti, Brambilla ha precisato che per accedere alla pensione occorrerà avere almeno 64 anni di età.

Ultime notizie pensioni, oggi 5 giugno 2018: Damiano punta il dito contro l'eliminazione dell'Ape sociale

Chi si sta invece dimostrando perplesso in merito alle intenzioni di Governo sul tema pensioni è l'ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, il quale ha espresso la propria contrarietà in merito alla ventilata eliminazione dell'Ape sociale.

'In questo modo - ha spiegato Damiano - si andranno a penalizzare le 15 categorie di lavori gravosi che attualmente possono uscire dal mondo del lavoro a 63 anni con quota 99, vale a dire 63 anni di età anagrafica a cui vanno aggiunti i 36 anni di contributi'. Damiano ha sottolineato che quota 100, così come Ape Social e volontaria, devono essere integrate. Se così non fosse, il governo rischia di fare un passo in avanti per quanto riguarda l'introduzione di quota 100 (che peraltro l'onorevole Cesare Damiano ha più volte sottolineato di condividere) e di fare invece un passo all'indietro attraverso la cancellazione dell'Ape sociale.