Sembrava un'alleanza difficile quella tra il leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, e il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. Eppure le due personalità politiche sembrano andare d'amore e d'accordo, a dispetto degli scettici. A dichiararlo è lo stesso Matteo Salvini, che nel corso di un'intervista rilasciata a TeleLombardia, ha confermato di trovarsi benissimo con il nuovo ministro del Lavoro.

Salvini: 'Con Di Maio mi trovo molto bene, cerchiamo di lavorare nell'interesse di tutti'

C'è, comunque, da sottolineare come Salvini si sia affrettato a precisare che vede e sente spesso il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. In merito al lavoro con Luigi Di Maio, Salvini ha replicato: 'Cerchiamo di lavorare nell'interesse di tutti'. Al leader leghista è stato persino domandato se fosse più semplice andare d'accordo con Berlusconi oppure con Di Maio. Salvini ha risposto in maniera diplomatica, affermando che, di sicuro, non può andare d'accordo con Matteo Renzi, Maria Elena Boschi o Laura Boldrini.

Insomma, il neo Ministro degli Interni, che in questi giorni sta conducendo la propria battaglia personale sulla questione migranti, non intende rinnegare il passato e la sua alleanza di centrodestra con Forza Italia di Silvio Berlusconi. Nello stesso tempo, però, non può far altro che ammettere che l'intesa di governo con il Movimento Cinque Stelle ed, in particolar modo, con Luigi Di Maio, sta funzionando benissimo.

Confsal-Unsa: 'Sulle pensioni e quota 100, il Governo faccia in fretta'

In tema Pensioni, la questione relativa al meccanismo quota 100 continua a tenere banco. Il segretario generale della Federazione Confsal-Unsa, Massimo Battaglia, ha lanciato un appello al Governo Conte, affinché metta in atto in tempi brevissimi le promesse elettorali della Lega e del Movimento Cinque Stelle. L'Unsa ha sottolineato come, dal prossimo anno, le pensioni saranno ulteriormente penalizzate dell'1,5 per cento.

Battaglia, a questo proposito, sottolinea come si tratti di uno scandalo che potrebbe passare sotto traccia. Chi andrà in pensione nel 2019, infatti, rischia di andare a percepire un assegno inferiore di oltre un punto percentuale rispetto a chi, invece, è riuscito ad uscire dal lavoro nel corso nel 2018. La Federazione Confsal-Unsa, pertanto, invita il Governo a fare in fretta per evitare queste tipologie di squilibri.

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