Nei giorni scorsi sono stati pubblicati i risultati della simulazione dell'ennesima riforma delle pensioni proposta da Alberto Brambilla, esperto previdenziale in quota Lega. E la società Tabula ne ha proposto una simulazione per capirne gli eventuali effetti.

La quota 100, il magico numero dell'ipotesi Brambilla e il taglio che non ti aspetti

In estrema sintesi la proposta prevede la famosa quota 100 come numero magico per l'accesso al pensionamento dove tale numero si dovrebbe ragginugere in due modi:

- con 64 anni d'età e 36 di contributi

- con 41 anni e 6 mesi di contributi indipendentemente dall'età

Ma c'è un però: queste pensioni subiranno la scure del ricalcolo contributivo di tutto quanto versato dal 1996 al 2011, cioè prima che entrasse in vigore la Fornero che aveva appunto introdotto per tutti il sistema contributivo dal 2011 in poi.

Questo, in soldoni, significa un taglio delle pensioni di circa il 10%.

Simulazione per una pensione che si allontana

Ma non è tutto: una simulazione condotta dalla società Tabula, ha permesso di verificare che coloro che fanno lavori precari, con interruzioni superiori ai due anni, rischiano di dover posticipare il momento della pensione di altri 3 anni. Inoltre l'Ape sociale, che oggi tutela 15 categorie di lavori usuranti, verrebbe abolita e, quindi, le norme previste dalla quota 100 ricadrebbero anche sulle persone che ne fanno parte. Il risultato clamoroso è che quando va bene si continuerebbe ad andare in pensione alla stessa età prevista oggi, quando va male 3 anni dopo.

I costi della riforma sulle spalle dei giovani

Per quanto riguarda i giovani, che sono la categoria più soggetta alla precarietà, questi sarebbero senz'altro beffati, poiché andrebbero a versare contributi che servono a mandare in pensione un anno prima chi già è vicino al traguardo, mentre le loro si allontanerebbero ancora di più, impoverendosi, rispetto a quanto previsto dall'attuale normativa. Per quanto riguarda i costi, si va dai 5 miliardi di euro degli ottimisti governativi, ai 9 ritenuti più realistici da chi si occupa di previdenza. In generale, come possiamo vedere nella tabella riassuntiva, il risultato finale è peggiorativo rispetto alla situazione in essere introdotta dal governo Gentiloni e molto simile a quanto previsto dalla Fornero.

Sicuramente l'Unione Europea e gli investitori in debito pubblico italiano non avranno nulla da obiettare per questo che sembra a tutti gli effetti come un bagno nella realtà post elezioni del nuovo governo gialloverde. Lo spread ringrazia.