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Resta in attesa la famigerata discussione sul meccanismo di Quota 100 [VIDEO] più volte sbandierato da Lega e Movimento 5 Stelle. Per il Governo Conte, invece, sarebbe l'unica via di uscita per superare le rigide norme dettate dalla precedente Riforma Fornero.

Il governo dovrà prendere una decisione su Quota 100

Di certo non mancano i numerosi dubbi da chiarire che potrebbero rallentare l'attività dell'esecutivo nel varo di una riforma pensionistica.

Dopo l'estate, infatti, il nuovo governo giallo-verde sarà chiamato a prendere una decisione sul meccanismo delle quote che potrebbe garantire una maggiore flessibilità in uscita dall'attività lavorativa.

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Secondo le dichiarazioni del docente universitario Antonino Mazza Laboccetta riportate su "Today", però, un intervento del genere potrebbe apparire molto più complicato del previsto: "Vi sono i dati dell'Inps, secondo cui il sistema di qui al 2035-2040 non reggerebbe all'urto di una controriforma che si lasci alle spalle l'aggancio automatico dell'età pensionabile all'aspettativa di vita più elevata", ha spiegato l'accademico.

Quota 100 si farà con diversi paletti

Come già tanti sanno, la quota 100 è una misura data ormai per certa e molto probabilmente sarà inserita nella prossima legge di Stabilità. Sempre secondo quanto riportato da "Today", l'intervento sarà messo in pratica con alcuni paletti che potrebbero restringere la platea dei potenziali beneficiari. L'età minima per accedere alla quiescenza con il sistema delle quote, infatti, è di 64 anni accompagnati [VIDEO]dal versamento di almeno 36 anni di contribuzione; un intervento che potrebbe gravare circa quattro miliardi di euro sulle casse dell'Inps per il primo anno mentre potrebbe raggiungere i 20 miliardi negli anni a venire.

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Secondo l'ex presidente della commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, invece, Quota 100 è meno vantaggiosa dell'Ape Sociale visto che con la misura ipotizzata dal governo Renzi l'età pensionabile era fissata a 63 anni. Inoltre, ancor più penalizzante potrebbe rivelarsi il ricalcolo contributivo dell'assegno previdenziale a partire dal 1996.

Intanto, secondo quanto riferito da "Il Messaggero", gli over 50 al lavoro sono in netta crescita: dal 2008 fino al 2017 le persone fra i 50 e i 74 anni che ancora prestano la propria attività lavorativa sono aumentate dal 41 al 49%. Mentre il tasso di occupazione fra gli over 50 è notevolmente diminuito nonostante i continui processi di stabilizzazione.