Sui provvedimenti di pensionamento anticipato in avvio all'interno della prossima Manovra continuano ad emergere nuove ipotesi riguardanti la quota 100. Dopo l'idea di una versione selettiva, con criteri modulati sulla effettiva situazione di disagio dei lavoratori, emerge l'ipotesi di un approccio più leggero o "light". Nella pratica, con questa versione la quadra sui conti verrebbe trovata attraverso un ricalcolo interamente contributivo del futuro assegno. Un meccanismo che comporterebbe tagli importanti e a doppia cifra sulla mensilità effettivamente percepita dal futuro pensionato, ma che garantirebbe al contempo di estendere l'opzione ad una platea molto più vasta di lavoratori.

Tra i vincoli presi in considerazione nel corso delle simulazioni sarebbe presente inoltre un limite rispetto all'impiego dei contributi figurativi (massimo due annualità conteggiabili) ed all'età di accesso (minimo 64 anni di età).

Pensioni anticipate e quota 100 light: il nodo delle coperture

È chiaro che il problema principale che si cerca di risolvere tramite queste proiezioni è quello della ricerca di coperture adeguate. Con la versione light della quota 100 sarebbe infatti possibile garantire la tenuta dei conti e gli obiettivi di bilancio sui quali premono gli istituti tecnici e gli organismi di controllo internazionali.

D'altra parte, il punto debole consisterebbe nel limitare la platea effettiva dei lavoratori che potranno fruire della nuova flessibilità previdenziale. Con il rischio però di creare ancora una volta disuguaglianze tra lavoratori, ad esempio in virtù di possibili modifiche che seguirebbero negli anni successivi. Anche perché presa in esame da sola, nemmeno una quota 100 generalizzata sembra riuscire a centrare un vero e proprio superamento della legge Fornero, stante che molti lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare in giovane età rischierebbero di dover attendere comunque la maturazione dei requisiti attualmente vigenti per poter accedere all'agognata quiescenza.

D'altra parte, se siamo ormai alle soglie della discussione parlamentare senza la possibilità di poter visionare un testo in grado di chiarire quale sarà la misura di flessibilità previdenziale discussa con la legge di bilancio 2019, lo si deve evidentemente proprio alla difficoltà di trovare un compromesso in grado di accontentare tutti gli attori coinvolti.

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