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Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 16 ottobre vedono arrivare nuovi dettagli sulle misure di flessibilità e sugli interventi di welfare con la conferma della legge di Bilancio 2019. Il Governo ribadisce così l'intenzione di avviare il superamento della legge Fornero tramite la nuova quota 100 dai 62 anni di età (che prevede contestualmente almeno 38 anni di contribuzione). La misura dovrebbe essere operativa già nei primi mesi del nuovo anno. Si prosegue poi con il taglio agli assegni sopra le 4500 euro al mese e con l'avvio del reddito di cittadinanza. Infine, nella nuova Manovra ci sarà anche spazio per la pace fiscale.

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Manovra 2019, le pensioni anticipate con la quota 100 partono da febbraio

Con la conferma dell'impostazione governativa riguardante la Manovra giallo verde da 37 miliardi di euro arriva anche il via libera alla nuova quota 100, con la quale l'esecutivo ha spiegato di voler avviare il superamento della legge Fornero. Una misura che risulterà disponibile per chi possiede almeno 62 anni di età e 38 anni di versamenti, per un costo stimato attorno ai 7 miliardi di euro. L'ultima novità al riguardo sarebbe invece la partenza dell'opzione già dal prossimo mese di febbraio 2019, con un anticipo di due mesi rispetto all'ipotesi circolata in precedenza (ovvero aprile del nuovo anno).

Dal taglio delle pensioni d'oro risparmi per un miliardo di euro

L'altra misura in arrivo con la Manovra riguarda il cosiddetto taglio degli assegni d'oro, che dovrebbe riuscire a consolidare (secondo le ultime stime del Ministro del Lavoro Luigi Di Maio) almeno un miliardo di euro nel prossimo triennio. Le ultime indicazioni in merito al nuovo provvedimento indicano che saranno coinvolti gli emolumenti a partire dalle 4500 euro al mese, sebbene le indicazioni tecniche in arrivo dall'Inps con tali criteri stimano i risparmi in modo molto più contenuto (e più precisamente attorno ai 150 milioni di euro).

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Reddito di cittadinanza: si parte nel primo trimestre del 2019

Anche in merito al reddito di cittadinanza la nuova legge di Bilancio che sarà inviata all'Unione Europea presenta una conferma della misura. Il provvedimento costerà circa 9 miliardi di euro, sui quali verranno però convogliati circa 2,6 miliardi di euro dai fondi in precedenza destinati al Reddito di inclusione. Il nuovo assegno andrà ad integrare eventuali redditi o fornire un sostegno agli inoccupati fino alla soglia delle 780,00 euro al mese, mentre per quanto concerne l'avvio si stima una partenza entro il primo trimestre del 2019.

Ai beneficiari sarà però richiesto di attivarsi tramite i nuovi centri per l'impiego per la ricerca di un nuovo lavoro, oltre che alla prestazione di lavori socialmente utili nel proprio Comune di residenza per almeno 8 ore alla settimana. Per quanto concerne invece le offerte di lavoro, queste risulteranno distribuite anche con particolare attenzione al criterio geografico. Lo scopo è infatti di non penalizzare coloro che non dovessero accettare come prima occasione lavorativa un posto ubicato al di fuori della propria città o regione di residenza.

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Raggiunto l'accordo anche per la pace fiscale

Tra i provvedimenti più discussi in merito alla Manovra c'era sicuramente la cosiddetta "pace fiscale". La misura è stata inserita in Manovra e garantirà un'aliquota del 20% al fine di sanare eventuali difformità sulla propria dichiarazione dei redditi presentata in precedenza e sulle liti con il fisco. Sarà infine possibile rottamare le cartelle di Equitalia senza pagare sanzioni o interessi e distribuendo il pagamento in 20 rate.