Arrivano grandi novità per le neo mamme lavoratrici, grazie al nuovo emendamento della Lega, dedicato alle politiche della famiglia, approvato dalla Commissione Bilancio della Camera. La nuova proposta annuncia che chi ne avrà il desiderio, con il benestare del dottore, avrà la facoltà di trattenersi al Lavoro, fino al nono mese e godere del periodo di astensione dei 5 mesi, subito dopo il parto. Nel nuovo schema, chiamato "maternità agile", i datori di lavoro dovranno dare la precedenza alle richieste in arrivo da mamme con figli sotto i tre anni e da genitori con figli disabili [VIDEO].

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L'idea è stata lanciata per offrire un nuovo metodo, diverso da quello già presente, dichiara l'Ansa.

Il sistema attuale, chiamato "maternità flessibile", prevede l'obbligo di rinuncia di uno o due mesi, prima del parto e tre o quattro mesi, dopo la nascita del bambino.

Sono state annunciate delle novità anche per i neo papà, che dal 2019 avranno diritto a cinque giorni di congedo per la nascita dei propri figli, rispetto ai quattro giorni stabiliti sino al 2018. Il permesso per i papà, va chiesto nei primi cinque mesi di vita del neonato.

Altre misure previste dai nuovi emendamenti

Sono diverse le misure previste dai nuovi emendamenti, approvati in commissione "Bilancio della Camera"; oltre alle modifiche per il congedo di maternità e di paternità, le altre novità riguardano: il bonus per l'iscrizione agli asili nido [VIDEO], pubblici o privati, previsto dalla legge di bilancio del 2017, che viene ampliato a ciascun anno del triennio 2019-2021 e cresce da 1000 a 1500 euro all'anno. A partire dal 2022, però, sarà il Presidente del Consiglio, attraverso un decreto, a definire, nuovamente, l'importo del bonus per l'iscrizione agli asili nido, che non sarà, in ogni caso, al di sotto dei 1000 euro su base annua; l'altro cambiamento interessa la carta sconti per le famiglie di immigrati, che non sarà più concessa, secondo un emendamento della Lega, sancito tra le modifiche della "Manovra".

La "carta sconti" era stata progettata nel 2016, per famiglie italiane e "straniere", residenti in Italia, mentre ora sarà ristretta alle sole famiglie italiane.

La discussione si divide fra chi vede le nuove proposte interessanti e chi, invece, preferirebbe rimanere con i metodi esistenti. Secondo la Cgil, le nuove disposizioni del "Pacchetto Famiglia" non salvaguardano la Salute e la libertà delle donne e rischiano di danneggiare soprattutto le lavoratrici più precarie.