Le scadenze da segnare sul calendario in merito all'avvio delle pensioni anticipate tramite la nuova quota 100 ed il reddito di cittadinanza sono rispettivamente il mese di febbraio e di marzo 2019. È quanto emerge dalle ultime dichiarazioni rilasciate dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, in merito alla riforma del sistema avviata con la legge di bilancio 2019. L'esponente pentastellato ha, infatti, raccolto le idee e fatto il punto della situazione, dopo gli ultimi vertici che si sono susseguiti alla ricerca di una quadra sui conti, al fine di trovare un accordo con Bruxelles. Un confronto che servirà soprattutto ad evitare che si avvi la procedura d'infrazione dell'UE, con tutte le conseguenze (negative) del caso.

Pubblicità

Di Maio smentisce tagli alla quota 100 o al reddito di cittadinanza

Quello che è certo, secondo il vicepremier, è che non vi sarà alcun taglio sulle nuove uscite anticipate tramite la quota 100 o sugli assegni di cittadinanza. "Come sono partite, così arrivano" ha spiegato durante il proprio intervento a Radio 2, rilevando che le uniche differenze rispetto alle ipotesi precedenti riguardano la calendarizzazione delle misure. Nella pratica, partiranno un po' dopo e quindi "costeranno un po' meno", spiega Di Maio.

Per quanto concerne, invece, il confronto con i tecnici internazionali, si conferma l'intenzione di portare avanti le misure promesse all'interno del contratto di governo. Al contempo, a Bruxelles arriverà una nuova offerta di riduzione del deficit, in modo da garantire "un segnale di dialogo".

Il taglio delle pensioni d'oro e gli altri provvedimenti inseriti nella manovra 2019

Infine, il vicepremier ricorda quali sono gli altri interventi previsti con la nuova manovra, a partire da quelli riguardanti in modo diretto il proprio Ministero.

Pubblicità

Viene confermato, ad esempio, il taglio agli assegni d'oro con percentuali di riduzione fino al 40% per gli importi più elevati, mentre per le imprese si prevede una riduzione dell'Inail. Aspettative importanti sono presenti anche per il rilancio delle auto meno inquinanti, con gli incentivi per i modelli elettrici.

Moscovici: si lavora per evitare che l'Italia sia sanzionata

Anche dall'altro lato del tavolo di discussione sono emerse nuove prese di posizione nelle ultime ore. In particolare, è stato il Commissario UE Pierre Moscovici ad indicare lo stato di avanzamento dei lavori, spiegando che il confronto prosegue "giorno e notte per conciliare le misure che le autorità italiane vogliono varare rispetto alle regole di bilancio".

In tal senso, l'ipotesi di avviare la procedura d'infrazione nei confronti del Bel Paese appare negativa per gli stessi tecnici europei. Sul punto, però, non ci sono ancora certezze, visto che al momento l'unico Paese a poter superare il rapporto tra deficit/Pil senza rischiare di incorrere in sanzioni sarà la Francia, secondo le stesse parole pronunciate dal Commissario.