Il governo sta per emanare il decreto Pensioni, quello con le novità previdenziali su cui l’esecutivo lavora da mesi. Come riporta il quotidiano “il Sole 24 Ore”, in assenza di colpi di scena dovrebbe finire in Consiglio dei Ministri per il 10 gennaio. La bozza del decreto è già di dominio pubblico e conferma in toto le misure di cui tanto si parla da giorni, tanto è vero che sul quotidiano vengono chiariti molti degli aspetti più controversi delle misure. Da quota 100 ad opzione donna passando per il congelamento dell’aspettativa di vita sulle anticipate, nel decreto ci sono tutte le misure tanto attese. Debutta quindi nel sistema la pensione anticipata con quota 100 che sicuramente è la misura più attesa tra quelle al vaglio dell’esecutivo.

Pubblicità

Prime pensioni da quotisti ad aprile

Quota 100 nasce in via sperimentale, cioè per un periodo di tempo predefinito per poi scomparire per dare spazio a quello che per il governo resta il progetto più importante di superamento della legge Fornero, la quota 41 intesa come nuova pensione di anzianità. Quota 100 sarà valida per il triennio 2019-2021 e per il primo anno si rivolge a coloro che hanno già maturato nel 2018 o che matureranno nel 2019 i due requisiti principali della misura. Bisogna avere almeno 62 anni di età ed almeno 38 anni di contribuzione a qualsiasi titolo versata per rientrare nel perimetro di applicazione del nuovo canale di uscita per le pensioni.

La misura prevede le finestre di uscita con la prima che scatterà ad aprile e riguarda coloro che hanno completato i requisiti entro lo scorso 31 dicembre. Per chi invece matura i requisiti nel 2019, la pensione scatterà dopo tre mesi dalla data di completamento della quota 100. Questo nel settore privato, perché nel pubblico impiego invece l’attesa sarà di 6 mesi con la prima finestra a luglio 2019. Nel pubblico impiego inoltre, occorre presentare domanda di pensionamento anticipato con preavviso all’Ente per cui si lavora, almeno 6 mesi prima della data di uscita.

Pubblicità

Opzione donna ed Ape social

La bozza del decreto, come previsto, contiene anche la riattivazione di opzione donna. Con questo strumento si consentirà il pensionamento anticipato per lavoratrici dipendenti nate nel 1959 e per lavoratrici autonome nate nel 1958. In pensione a 59 anni di età e 35 di contribuzione versata ma con pensione calcolata tutta e per tutte con il sistema contributivo, quello più penalizzante in termini di importo della pensione. Penalizzazione di assegno che non inciderà per la quota 100, perché anche nella bozza viene confermato che l’unico ammanco sugli assegni di pensione dei quotisti sarà quello relativo ai minor contributi versati (si lascia prima il lavoro ed il coefficiente di trasformazione del montante contributivo in pensione risulta più basso).

Niente adeguamento all’aspettativa di vita per le pensioni anticipate nel meccanismo delle quali però entrano le finestre mobili di uscita. In pratica, pensione anticipata senza limiti di età sempre a 42 anni e 10 mesi di contributi versati (per le donne un anno in meno), ma con decorrenza del primo rateo di pensione slittata di 3 mesi per via delle finestre. Aspettativa di vita che invece inciderà sulle pensioni di vecchiaia che nel 2019 si centreranno sempre con i classici 20 anni di contributi minimi da versare ed a 67 anni di età senza distinzione di genere.

Pubblicità

Infine, prorogata l’Ape sociale con il pacchetto pensioni. La misura su cui pendeva la scadenza del 31 dicembre 2018, viene confermata per tutto il 2019. La platea a cui si riferisce l’Ape sociale è quella dei disoccupati che da tre mesi hanno terminato di percepire le indennità di disoccupazione, i lavoratori alle prese con le attività gravose e gli invalidi con disabilità accertata di almeno il 74% (anche chi ha invalidi a carico dello stesso tipo). Per quanto concerne alcune particolarità delle misure, va sottolineato un ruolo particolare dato dal decreto in arrivo alle imprese di fronte ai dipendenti prossimi alle pensioni. Per aziende che si impegnano a sostituire i lavoratori più anziani con nuovi dipendenti, attraverso i fondi di solidarietà bilaterali, nascerà la possibilità di erogare un assegno di accompagnamento alla pensione per coloro che si trovano a 3 anni da quota 100. In pratica, lavoratori con 59 anni di età e 35 di anzianità contributiva potrebbero essere pre-pensionati in attesa di raggiungere età e contributi utili a quota 100 ricevendo un assegno di importo pari alla pensione.