Entro giovedì 17 gennaio il maxi decreto unico su reddito di cittadinanza e sulla famigerata Quota 100 dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri per il varo finale, al fine di rendere operative le due misure in materia previdenziale contenute nella nuova Legge di Stabilità 2019. Le misure dovevano essere approvate la settimana scorsa.

Quota 100 e rdc, molti nodi ancora da sciogliere

Tuttavia, stando a quanto si apprende dall'agenzia di stampa Agi, il Governo giallo-verde è ancora al lavoro sulla bozza del decreto che darà efficacia ai due provvedimenti, anche se resterebbero aperte ancora molte questioni riguardanti il Trattamento di fine servizio per i dipendenti della Pubblica Amministrazione oltre al problema inerente al reddito di cittadinanza da corrispondere agli stranieri e ai disabili. Dapprima, l'esecutivo giallo-verde aveva previsto di calcolare il beneficio solo agli stranieri residenti in Italia da almeno cinque anni e successivamente a tutti coloro che si trovano nel territorio italiano da almeno dieci anni di cui due in via continuativa.

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Il vicepremier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, nei giorni scorsi, ha parlato anche di un tesoretto di circa 400 milioni di euro da dividere tra Pensioni minime, di invalidità e formazione. Difatti, la Lega avrebbe richiesto di alzare le pensioni ai disabili visto che, nelle bozze circolate non sarebbe stato previsto nessun aumento. Lo stesso ministro del Lavoro Luigi Di Maio, invece, ha rassicurato che circa 260 mila invalidi avranno la possibilità di beneficiare del reddito di cittadinanza senza la necessità di riqualificarsi per il lavoro. Di Maio rassicura poi che questi avrasno una pensione da 780 euro se sono da soli e 1.300 euro se in famiglia.

Tfs agli statali attraverso convenzione con banche

Altro nodo da sciogliere riguarda, poi, il Trattamento di fine servizio (Tfs) dei dipendenti pubblici che opteranno per il pensionamento anticipato con Quota 100. Come affermato dal ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno e dal Sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon i dipendenti del settore pubblico potranno ricevere la cosiddetta buonuscita subito dopo il pensionamento con Quota 100 attraverso una sorta di prestito con l'ausilio delle banche, anche se resta da capire se gli interessi saranno interamente a carico dello Stato, o se lo saranno solo parzialmente.

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