Si parla tanto di Quota 100 e forse ancora poco di Opzione donna, una delle formule d’accesso alle Pensioni anticipate la cui proroga ha trovato spazio nel decretone varato lo scorso 17 gennaio dal Consiglio dei Ministri presieduto dal premier Giuseppe Conte. Sono migliaia le donne che da anni si battono per prorogare o stabilizzare la pensione anticipata rosa calcolata col sistema contributivo, nella legge di Bilancio 2019 sono state individuate le risorse per la prosecuzione della sperimentazione per un altro anno, ma in tante sperano già in una nuova proroga o che la misura venga resa strutturale.

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Pensioni anticipate con Opzione donna, le novità nella nuova norma

L’ampliamento della platea delle lavoratrici che potranno beneficiare dell’ulteriore proroga del regime sperimentale di Opzione donna permette di uscire anticipatamente dal lavoro alle donne nate nel 1959 o nel 1960. Il limite d’età, nel primo caso, è in riferimento alle lavoratrici autonome, mentre nel secondo caso si riferisce alle lavoratrici dipendenti. Praticamente, per le due diverse categorie, si potrà richiedere l’accesso al prepensionamento con due anni in più rispetto alla formulazione precedente.

L’Od prevede che la pensione venga interamente calcolata col sistema contributivo il quale, rispetto a quello misto o retributivo, comporta una riduzione sino al 30 per cento dell’assegno previdenziale. Prima questo diritto era garantito solo alle lavoratrici dipendenti nate entro il 1958 e alle lavoratrici autonome del 1957, in entrambi i casi erano richiesti 35 anni di anzianità contributiva maturati entro e non oltre il 2015.

Od per le lavoratrici che hanno compiuto 58/59 anni al 31 dicembre 2018

La nuova norma che proroga l’Opzione donna amplia il diritto alle lavoratrici che entro il 31 dicembre del 2018 hanno compiuto 58 o 59 anni (a seconda se dipendenti o autonome); alla stessa data, in entrambi i casi, devono aver maturato 35 anni di anzianità contributiva.

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Tra le novità l’allargamento della platea di lavoratrici beneficiarie: opportunità estesa alle autonome nate entro il ’59 e alle dipendenti nate entro il ’60. In ogni caso, tra la maturazione dei requisiti per l’accesso a Opzione donna e la decorrenza della pensione debbono trascorrere diciotto mesi per le lavoratrici autonome e dodici mesi per le lavoratrici dipendenti. Queste le novità che riguardano una delle misure previdenziali più attese dalle lavoratrici italiane.