Il mese di gennaio è ormai agli sgoccioli e verrà archiviato con le sue numerose proteste sindacali. Stando al calendario degli scioperi programmati, non mancheranno le agitazioni anche a febbraio. Tra gli stop più importanti, ci sarà quello dei benzinai. I sindacati accusano il governo di non aver rispettato gli accordi presi con il precedente esecutivo. La questione riguarda i rimborsi per i pagamenti con carte di credito, che il 'vecchio' ministero dell’Economia aveva concesso ai gestori degli impianti. I benzinai, dunque, incroceranno le braccia per 24 ore in data mercoledì 6 febbraio 2019.

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Benzinai chiedono al Mef di tornare sui propri passi

L’attuale guida del ministero dell’Economia ha deciso di annullare il provvedimento introdotto da chi l’ha preceduto. Nella finanziaria dell’anno scorso era stato concesso di approvare il rimborso per i pagamenti con carte di credito, per il quale c’erano volute lunghe battaglie da parte dei sindacati. Al centro della protesta ci sono quelle commissioni, che tutti i gestori di impianti sono tenuti a pagare al sistema bancario, riguardanti i pagamenti ricevuti attraverso le carte di credito.

Stando a Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio, sigle promotrici dello sciopero, la decisione del Mef di negare il rimborso è del tutto immotivata. Viene definita addirittura severo come provvedimento, perché va ad eliminare illegittimamente un atto politico pubblico, tramite delle scappatoie in maniera unilaterale, sotto forma di circolari ed emendamenti nascosti tra i tanti legati alla conversione del decreto delle semplificazioni.

I sindacati hanno ricordato al ministero dell’Economia che, per ogni 100 € di commissioni pretese dal sistema bancario, basandosi su un prezzo al litro di 1,50 € per la benzina, ben 66,59 € vengono generati dal tributo incassato dall’Erario.

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Addirittura, si sottolinea come i gestori degli impianti non abbiano avuto neppure la possibilità di iniziare a spendere, visto che ci sono stati forti ritardi da parte delle amministrazioni. Senza dimenticare il fatto che Nexi, che nel frattempo ha incassato le commissioni, ha cominciato persino a raddoppiare queste ultime, senza che il governo intervenisse per bloccarlo. A complicare ulteriormente la situazione dei gestori degli impianti ci si è messa anche la fatturazione elettronica, che ha portato al netto incremento delle transazioni mediante le carte di credito.

Proprio in questi giorni, per rimanere in tema, sono stati segnalati benzinai, così come esercenti commerciali, che rifiutano la fattura elettronica o addirittura chiedono un extra per poterla fare, comportamento che ricordiamo non essere a norma di legge.