Lo stesso giorno in cui il decreto su Pensioni e reddito di cittadinanza lascia con parere favorevole l’aula del Senato per passare all’esame della Camera, l’Inps mette in rete sul suo sito ufficiale il modello per richiedere il reddito di cittadinanza o la pensione di cittadinanza. Rispetto alla tabella di marcia delle misure, l’Istituto ha anticipato di 2 giorni la messa a disposizione del modello. Un modulo di 9 pagine che i richiedenti dovranno compilare ed al cui interno sono inserite anche tutte le spiegazioni per una corretta compilazione.

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Tutto pronto quindi per il via alle domande e per le prime erogazioni dei sussidi che stando alle indiscrezioni, dovrebbero partire intorno alla metà del prossimo mese di aprile.

Nessuna traccia delle novità apportate dal Senato

Il timbro del consolato di appartenenza sulla certificazione dei redditi, del patrimonio e della composizione del nucleo familiare per i cittadini extra comunitari è una delle novità introdotte nella misura dagli emendamenti di Palazzo Madama. Nel modulo, per evidenti questioni di tempistica, non compare nulla a riguardo, così come non c’è accenno alcuno al principio della congruità della proposta lavorativa che deve prevedere stipendio più alto di un 10% rispetto al sussidio erogato al beneficiario che avrà avuto la fortuna di trovare nuovo impiego.

Il modello in pratica è approntato in base alla misura come è stata varata dal Consiglio dei ministri, prima dei passaggi parlamentari e degli emendamenti che anche alla Camera certamente non mancheranno. Tra le 9 pagine, nelle spiegazioni, si sottolinea come la domanda va ripresentata nel caso in cui decorsi 18 mesi il beneficiario non abbia risolto le situazioni di disagio. La riproposizione della domanda deve essere fatta dopo un mese dalla scadenza dei primi 18 mesi di fruizione del benefit. Per le pensioni di cittadinanza invece, non sarà necessario produrre nuova istanza perché è automatico il rinnovo di ulteriori 18 mesi.

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Come si compila il modello

Come dicevamo, si tratta di un modulo composto da 9 pagine, le prime 4 destinate alle spiegazioni e le altre 5 da compilare attentamente. Oltre ai dati anagrafici bisogna inserire i dati reddituali. Nel modulo si specifica anche la modalità di inserimento di redditi non presenti nell’Isee. Non vanno comunicati i redditi derivanti da lavoro accessorio, tirocini, attività socialmente utili e servizio civile. Il modello che si chiama SR180 riporta anche gli obblighi del richiedente, come la sottoscrizione del patto di lavoro e del patto sociale.

Sono esclusi dalla sottoscrizione di questi patti, i soggetti minorenni del nucleo familiare, i pensionati, i disabili e coloro che stanno già frequentando corsi di formazione o studio o che risultano già occupati alla data di presentazione della domanda. Nelle spiegazioni c’è anche il richiamo ai soldi che si percepiranno, con l’ammontare che come si sa verrà costituito da due elementi, uno ad integrazione del reddito ed uno a parziale partecipazione per le spese di affitto della casa di abitazione della famiglia del beneficiario.

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L’elemento A integra il reddito della famiglia fino a 6.000 euro all’anno che sale a 7.560 per la pensione di cittadinanza. L’elemento B invece è pari al canone di locazione pagato dalla famiglia, fino all’importo annuo massimo di 3.360 euro per il reddito di cittadinanza e 1.800 euro per la pensione di cittadinanza. Nel caso di famiglia con in corso un mutuo per acquisto della prima casa, la quota B è fissata massimo a 1.800 euro annui. Le domande partiranno dal 6 marzo e possono essere presentate ogni mese a partire dal sesto giorno e fino alla fine dello stesso. Nel modello il richiedente deve dichiarare anche di aver compreso tutti i passaggi del programma, con le sanzioni in caso di comportamenti non leciti o contrari alla misura stessa, che porterebbero alla decadenza e revoca del benefit. I dati da inserire sono tutti autodichiarativi e pertanto sarà il richiedente a comunicare per esempio, il non possesso di auto e moto di grossa cilindrata da parte sua e di tutta la sua famiglia. Sarà il dichiarante ad auto-dichiarare il possesso dei requisiti specifici richiesti, a partire dall’Isee al di sotto di 9.360 euro, per poi passare al patrimonio immobiliare esclusa la casa di abitazione non superiore a 30.000 euro e quello mobiliare al di sotto di 6.000 euro per il single, 8.000 euro per la coppia, 10.000 euro per famiglie con 3 componenti, 11.000 euro per 4 e così via di 1.000 euro in più per volta.