Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 28 febbraio 2019 vedono arrivare da parte dell'Inps nuovi dati sul numero di richieste di accesso anticipato alla pensione tramite la Quota 100. Nel frattempo, dall'Istituto Itinerari Previdenziali emerge un interessante dossier che fa chiarezza sulla necessità di distinguere il peso dell'assistenza da quello della previdenza rispetto all'effettivo impatto sul bilancio pubblico.

Infine dal Comitato Opzione Donna Social giunge un chiarimento riguardante la valorizzazione del lavoro di cura e le rivendicazioni portate avanti ormai da anni in favore delle lavoratrici.

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L'Inps comunica i nuovi dati sulla Quota 100: superate le 73mila domande di uscita

Dall'Istituto pubblico di previdenza arrivano gli ultimi aggiornamenti in merito al numero di richieste di pensionamento anticipato tramite la Quota 100 ricevute dai lavoratori. Secondo il comunicato più recente, le istanze corrispondono esattamente a 73.805, di cui oltre 25mila riguardano i lavoratori dipendenti privati e 28mila quelli pubblici. Nel computo si trovano poi 251 richieste in arrivo dai lavoratori del settore sportivo e dello spettacolo, circa 11mila da commercianti e artigiani, e più di 1.200 dai coltivatori diretti.

Le restanti richieste riguardano i lavoratori iscritti alla gestione separata e ai fondi speciali, mentre altre 3.865 sono state regolate tramite il ricorso al cumulo dei versamenti.

Nell'analisi dei dati emerge anche che la maggior parte delle richieste arriva da parte di lavoratori di sesso maschile (le donne sono poco più di 20mila), mentre un terzo delle domande riguarda dipendenti pubblici.

Per Itinerari previdenziali il 54% della spesa va a pensioni, assistenza e sanità

Da un nuovo rapporto prodotto ad opera di Itinerari Previdenziali emerge un'analisi interessante in merito alla situazione del comparto previdenziale e del welfare, ed al relativo peso sul bilancio pubblico.

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Secondo quanto evidenziato all'interno del sesto rapporto del Bilancio del sistema previdenziale italiano: "Le pensioni, l'assistenza e la sanità incidono per il 54,01% sul totale della spesa pubblica (comprensiva degli interessi per il debito)".

Oltre a ciò: "Aggiungendo le altre funzioni sociali e le spese di gestione, l'incidenza rispetto al PIL sfiora il 30%, cioè uno dei valori più alti d'Europa". La conclusione a cui giunge l'istituto di ricerca è semplice. All'interno del dossier si legge, infatti, che: "La spesa sociale cresce, trascinata soprattutto dalla spesa per assistenza che, a differenza di quella pensionistica, non ha regole precise, un monitoraggio efficace, con validi strumenti di controllo tra i vari enti erogatori e in prospettiva è un onere difficilmente sostenibile negli anni a venire".

Armiliato (CODS): nuove precisazioni sul lavoro di cura

Dal Comitato Opzione Donna Social arriva un post di chiarimento in merito al lavoro svolto a partire dagli scorsi anni e dalle rivendicazioni riguardanti la flessibilità previdenziale al femminile. L'amministratrice Orietta Armiliato ha precisato come tali richieste riguardino tutta la platea delle donne: "Che siano madri o meno è del tutto ininfluente da un punto di vista concettuale ma, naturalmente, non lo è di fatto, e dunque il CODS assume verso questa questione come aspetto dirimente, il fatto che a tutte le donne debba essere riconosciuto il lavoro di cura svolto, ma con un contributo maggiore per coloro che sono anche madri.

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E, in questo senso, il CODS ispirandosi al banale principio dell’equità, porta da sempre e continuerà a portare avanti le proprie istanze per le donne, tutte le donne in quanto tali, a prescindere dalla maternità, ovvero mamme o non mamme", ha concluso la fondatrice del Comitato.