Il Reddito di cittadinanza è passato dalle parole ai primi fatti, l'Inps ha pubblicato sul suo sito il modulo per fare domanda per ottenere il sussidio. Sarebbe dovuto comparire il primo di marzo, invece già da ieri è online.

Reddito di cittadinanza, è pronto il modulo

Il modello da compilare è composto da 9 pagine in totale, 4 per la spiegazione e le rimanenti 5 per i dati da inserire. Contrariamente a quanto si immaginava, l'Inps non ha dato notizia prima della pubblicazione.

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Come riportato dal Corriere della Sera la domanda potrà essere inviata a partire dal 6 di marzo, l'accredito poi sarà versato sulle carte preposte verso metà aprile. Le informazioni da fornire sono molte, ovviamente in primis è necessario possedere tutti i requisiti previsti dalla legge. Una volta compilato tutti i dati, l'utente deve anche dichiarare di aver compreso appieno tutti i passaggi necessari, pena la decadenza del diritto al sussidio e multa.

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Tra i requisiti c'è l'auto dichiarazione di cittadinanza, oltre che alla residenza sul territorio di italiano da almeno 10 anni, dei quali almeno 2 consecutivi. Poi bisogna dichiarare che nessuno, all'interno del proprio nucleo familiare, detenga auto nuove o di grossa cilindrata. Infine viene chiesta l'entità e la quantità delle rate di un eventuale mutuo sulla prima casa. Alla termine del modulo viene ricordato all'utente che, in caso i fondi stanziati per il Reddito di cittadinanza dovessero terminare, il sussidio sarà rimodulato in base alle risorse disponibili.

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Politica

Le novità ancora da introdurre per il Reddito di cittadinanza

Anche se il modulo è pronto alcune paletti ancora non sono stati fissati. Tra le novità del Rdc, che sono state approvate al Senato ma non ancora alla Camera, ci sono alcune norme per limitare l'accesso al reddito per i furbetti. La prima riguarda i "furbetti del divorzio", la nuova norma obbligherà ad accettare l'offerta di lavoro se la retribuzione sarà superiore agli 858 euro.

La seconda riguarda gli stranieri che avranno l'obbligo di presentare la certificazione dei redditi del Paese da cui provengono, questo per evitare che in Italia risultino poveri mentre magari nel loro Paese detengono possedimenti o redditi di vario genere: dalla norma sono esclusi solo i rifugiati politici e coloro i quali provengono da Paesi dove non è possibile ottenere queste informazioni. Un'altra novità, invece, riguarda l'introduzione di una maxi multa per i datori di lavoro che non rispetteranno le regole di assunzione per i beneficiari del reddito.

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