A pochi giorni dall'entra in vigore del meccanismo della Quota 100 il numero di domande presentate all'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale è salito a circa 19.806. Un ottimo successo ottenuto dal Governo Conte che potrebbe porre la parola fine alla tanto odiata Riforma Fornero introdotta nel 2011 dal Decreto Salva Italia del Governo Monti. E non mancano le critiche da parte del Presidente dell'Inps Tito Boeri secondo il quale la precedente legge pensionistica sembra destinata a rimanere in vigore.

Circa 1.777 istanze presentate a Roma

Intanto, il maxi decreto unico che introduce appunto la misura, sta seguendo il suo iter parlamentare in Senato e dopo, dovrà passare alla Camera per la conversione definitiva in legge che dovrà avvenire entro 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Stando a quanto riporta l'agenzia di stampa Ansa, l'Inps ha diramato i dati relativi alle istanze di prepensionamento presentate: circa 1.777 domande presentate a Roma seguita da Napoli con 1.008 istanze e Milano con 748 richieste.

Arrivano criticità, invece, da parte dello stesso Boeri secondo il quale il costo richiesto dal meccanismo della Quota 100 potrebbe gravare sulle future generazioni che fanno sempre più fatica a trovare un'occupazione: "Il debito implicito del sistema pensionistico è destinato ad aumentare sia per effetto del nuovo canale di uscita anticipata che del congelamento degli adeguamenti della speranza di vita per le Pensioni anticipate", ha spiegato il Presidente Inps intervenuto in audizione in Commissione Lavoro al Senato. Inoltre, ha aggiunto che la famigerata Quota 100 non servirà a superare la precedente Riforma Fornero visto che, le risorse necessarie per finanziare la misura sono state accantonate proprio grazie alla legge previdenziale varata dall'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero.

Quota 100 finanziata in parte dalla perequazione

L'uscita anticipata a partire dai 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi, infatti, è stata in parte finanziata dal blocco della perequazione degli assegni previdenziali introdotti dalla Fornero. Dunque, sempre secondo il parere di Tito Boeri, se la misura resterà in vigore in via sperimentale per tre anni il debito implicito potrebbe subire un aumento che potrebbe toccare i 38 miliardi di euro; qualora la misura divenisse strutturale il debito implicito aumenterà ulteriormente fino a toccare circa 90 miliardi di euro.

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