Arriva un nuovo aggiornamento in merito al meccanismo di pensionamento anticipato tramite la quota 100. La finestra di invio delle prime domande di quiescenza si è ufficialmente aperta una settimana fa, ma le richieste non sono tardate ad arrivare. Ad oggi, si registrano infatti 19806 pratiche di accesso anticipato all'Inps (il conteggio tiene presente i dati pervenuti fino alle 19 di ieri sera). Tra le città con maggiori domande di uscita dal lavoro si trova la capitale d'Italia, che registra 1706 istanze.

Pubblicità
Pubblicità

Seguono Napoli con 976 richieste presentate e Milano, che si ferma a 698 domande di uscita. Per quanto concerne invece l'analisi dei contratti di lavoro, i lavoratori dipendenti del privato che hanno fatto richiesta di quota 100 corrispondono a 8335, mentre i dipendenti pubblici sono 6134. Infine, troviamo i commercianti, le cui richieste sono state decisamente più esigue: gli iscritti che hanno deciso di fare domanda di pensionamento sono stati infatti appena 1561.

Uscite flessibili, ieri l'audizione del Presidente Inps in Senato

I numeri appena evidenziati descrivono un quadro della situazione conforme alle aspettative, stante anche le stesse dichiarazioni rilasciate nella giornata di ieri dal Presidente Inps Tito Boeri, sentito in audizione presso il Senato. L'economista ha spiegato di non rilevare un boom nelle richieste di pensionamento. In particolare, a sembrare coinvolti particolarmente nella nuova opzione sono gli uomini, visto che le domande maschili raggiungono il 62,6% delle richieste.

Pubblicità

Sulla questione pesa però anche il vincolo contributivo fissato a 38 anni, che di fatto esclude molte lavoratrici in virtù della discontinuità di carriera e quindi dei pochi versamenti. Le pratiche di quiescenza di queste ultime si fermano così al 37.4%. Mentre dal punto di vista geografico le maggiori domande attualmente arrivano dal centro - sud, nonostante i requisiti della Quota 100 facevano presupporre un maggiore numero di richieste nel nord Italia.

La potenziale platea della sperimentazione triennale coinvolgerà fino a 650mila persone

In merito alla sperimentazione, il Presidente dell'Inps ha sottolineato che la platea potenziale degli aderenti arriverà a coinvolgere fino a 650.000 persone nel corso del prossimo triennio, stante che il periodo utile per poter maturare i requisiti di accesso (62 anni di età e 38 anni di contribuzione) terminerà nel 2021. Sulle eventuali richieste di uscita peserà però anche la possibile perdita di potere d'acquisto dovuta alla riduzione dell'assegno, che si realizzerà in virtù del minore periodo di contribuzione rispetto alla pensione di vecchiaia.

Pubblicità

Una considerazione, quest'ultima, che potrebbe incidere sulla scelta di molti potenziali richiedenti.

Leggi tutto