Il Senato ha dato il via libera al cosiddetto decretone su Quota 100 e reddito di cittadinanza che ora è atteso alla Camera per la seconda lettura e la successiva conversione in legge definitiva. Numerose le modifiche approvate al testo che, con 149 voti favorevoli ha ricevuto il pass per Montecitorio tra le proteste del Partito Democratico e di Forza Italia.

"Sono molto soddisfatto", sono queste le parole del vicepremier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio dopo la votazione in Aula al Senato anche se, ha dovuto rispondere alle proteste avanzate dal Pd che considera il tanto sbandierato reddito di cittadinanza come un'elemosina.

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Stando a quanto riporta l'agenzia di stampa AGI, infatti, il vicepresidente del Senato Paola Taverna ha risposto con toni piuttosto accesi: "Magari c'è chi l'elemosina l'ha fatta veramente con gli 80 euro".

Via libera al Tfs degli statali

Tra le modifiche apportate al cosiddetto decretone, anche quella riguardante la liquidazione del Trattamento di Fine Servizio per i dipendenti della Pubblica Amministrazione: un emendamento presentato dalla Lega, infatti, ha previsto l'innalzamento della soglia da 30 mila a 45 mila euro per tutti coloro che appartengono al pubblico impiego e decidono di lasciare in anticipo l'attività lavorativa con il meccanismo della Quota 100. Inoltre, è stato approvato anche l'emendamento riguardante l'introduzione del salario minimo per i beneficiari del sussidio voluto dal Movimento 5 Stelle che non potrà essere inferiore agli 858 euro qualora ricevessero un offerta di lavoro.

Ancora nodi da sciogliere alla Camera

Sempre secondo quanto riporta l'AGI, ci saranno anche maggiori tutele per la privacy per i prelievi effettuati dai beneficiari del cosiddetto reddito di cittadinanza, oltre all'introduzione di una norma che prevede più tempo per la pace contributiva: difatti, i debiti con il fisco si potranno saldare entro dieci anni. Tuttavia, restano ancora molti nodi da chiarire che con molta probabilità saranno affrontati a margine del passaggio a Montecitorio.

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Si tratta di dello stanziamento di alcune risorse per le famiglie numerose sul quale Lega e Movimento 5 Stelle avrebbero trovato un'intesa.

Intanto, stando a quanto afferma il quotidiano "Il Sole 24 Ore", per la Quota 100 sono state raggiunte già 71 mila domande ad un mese dall'entrata in vigore del provvedimento. Si tratta di un quarto della platea dei potenziali beneficiari dei 290 mila pensionamenti previsti per il 2019.

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