E' passato all'esame alla Camera il maxi decreto unico che contiene interventi in materia previdenziale come Quota 100 e reddito di cittadinanza. Dopo il via libera ottenuto da Palazzo Madama, il testo dovrà ricevere l'ok dalla Camera per la conversione in legge definitiva che dovrà avvenire entro il 29 marzo, ovvero, dopo sessanta giorni dall'entrata in vigore del decretone.

Il Senato approva il decretone

Sono ancora tanti i nodi da sciogliere che riguardano maggiori tutele per i disabili e le tutele per i rider oltre alle Pensioni per i sindacalisti e il riscatto degli anni di laurea al fine di agevolare l'uscita anticipata con Quota 100. In Senato, infatti, sono state approvate le modifiche inerenti alla liquidazione del Trattamento di Fine Servizio per i dipendenti della Pubblica Amministrazione: grazie ad un emendamento presentato dalla Lega, l'esecutivo giallo-verde ha provveduto ad innalzare la soglia dai 30 mila ai 45 mila euro.

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Passata anche la proposta riguardante l'introduzione del salario minimo per i beneficiari del cosiddetto reddito di cittadinanza voluto dal Movimento 5 Stelle che non potrà essere inferiore a 858 euro mensili qualora i disoccupati richiedenti il sussidio ricevessero una congrua offerta di lavoro.

Correttivi in arrivo per i disabili ed esodati

Stando a quanto riporta l'agenzia di stampa Agi, a Montecitorio inizierà la seconda fase di lettura per il cosiddetto decretone che potrebbe portare ad importanti modifiche sulle norme.

Non resta esclusa, infatti, la possibilità che il Governo possa proporre nuovi correttivi a favore dei disabili: sia Lega sia Movimento 5 Stelle avrebbero trovato l'intesa sulle risorse da destinare ai disabili e alle famiglie numerose oltre ad una norma volta a garantire il reddito di cittadinanza agli anziani che accudiscono disabili gravi. In cantiere, anche la revisione della scala di equivalenza da 2,1 a 2,2.

Ancora trattative, invece, per quanto concerne la tutela dei rider il taglio delle pensioni ai sindacalisti.

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L'obiettivo dell'esecutivo consiste nel riconoscere i ciclofattorini come collaboratori ed equiparare le tutele a quelle del lavoro subordinato. Occhi puntati anche sull'innalzamento della soglia anagrafica fino a 50 anni per il riscatto degli anni di laurea ai fini contributivi per il raggiungimento dei requisiti per Quota 100. A Montecitorio, inoltre, potrebbe approdare la proposta salva-esodati, ovvero la possibilità per questa categoria di versare un contributo fisso al fine di agganciare i requisiti per Quota 100, opzione donna o per la pensione di anzianità.