All'alba di mercoledì 24 aprile 2019 si è trovato l'accordo politico tra Governo e sindacati su Scuola e università. Dopo un lungo confronto Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals e Gilda hanno sottoscritto un'intesa che affronta le maggiori emergenze della scuola. Presenti all'incontro il Premier Giuseppe Conte, il Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti e il Sottosegretario all'Istruzione Salvatore Giuliano.

Tra i punti toccati durante il confronto, l'autonomia differenziata, la lotta al precariato e il rinnovo del contratto che porterà a un graduale aumento degli stipendi di docenti e personale Ata.

Accordo Governo-sindacati su scuola

Particolarmente soddisfatto il Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, il quale ha affermato: "Ringrazio i sindacati: insieme stiamo lavorando per il bene della scuola".

Parole positive arrivano anche dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che si è così espresso: "Il Governo si è impegnato a individuare le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti, assicurando un congruo incremento degli stipendi che vanno adeguati alle responsabilità dei docenti".

Un capitolo dell'intesa raggiunta s'intitola "La scuola del Paese" e riguarda la dibattuta autonomia differenziata: la scuola resta unitaria.

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Scuola Pubblica Amministrazione

Il Governo si è mostrato propenso a garantire l'identità culturale dell'Italia e, dunque, l'idea della differenziazione tra regioni sembra svanire. Il sistema di reclutamento di insegnanti e personale Ata rimarrà uniforme.

Altro punto importante su cui Governo e sindacati si sono confrontati è la lotta al precariato. Per i docenti supplenti che hanno 36 mesi di servizio ci saranno due possibilità: l'immissione in ruolo e concorso semplificato per chi possiede l'abilitazione; assunzione semplificata con selezione e percorso abilitante per chi, non ancora abilitato, ha maturato tre anni di servizio presso le scuole.

Nuovo contratto e aumento stipendi docenti e Ata

Uno dei punti più attesi dal personale scolastico riguarda senza dubbio il rinnovo del contratto. Questo è infatti scaduto lo scorso dicembre e fino ad ora non si era trovato l'accordo per procedere ai lavori sul suo rinnovo. Proprio per sopperire a tale mancanza, in questi mesi, i dipendenti scolastici stanno ricevendo la cifra irrisoria dell'Indennità di vacanza contrattuale.

Il Governo s'impegna a recuperare le risorse adeguate per portare gli stipendi dei docenti italiani più vicini ai livelli europei. Basti pensare che, secondo i calcoli della Flc Cgil, la retribuzione media annua di un docente o Ata italiano è più bassa del 24% rispetto a quella di un collega europeo. Stamattina Il Messaggero ha diffuso un'ipotesi di aumento stipendiale: nel triennio 2019-2021 si dovrebbero raggiungere, in maniera graduale, circa 95 euro al mese su 13 mensilità.

Ciò significa che all'anno si riceveranno più o meno 1.260 euro di aumento. Si andrebbero a stanziare circa 6,8 miliardi lordi per tutelare gli stipendi dall'inflazione.

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