Nei giorni scorsi il Ministro dell’Istruzione e della Ricerca, Marco Bussetti, ha accettato la proposta dei sindacati di attivare il percorso abilitativo speciale per i docenti (PAS). Sicuramente si tratta di un passo importante da parte del Miur che, in questo modo, dimostra di avere l’intenzione di contrastare il problema del precariato all’interno del mondo scolastico. Infatti tantissimi docenti con esperienza pluriennale di insegnamento ancora non sono riusciti ad ottenere l'immissione in ruolo e sono dunque costretti a cambiare Scuola ogni anno, vivendo un enorme disagio e non riuscendo a garantire la continuità scolastica agli alunni.

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Tale percorso abilitativo speciale sarà riservato ai docenti con tre anni di servizio alle spalle, almeno uno dei quali nella classe di concorso per la quale si decide di partecipare. Inoltre potrebbero essere considerati validi anche gli anni di servizio svolti nella scuola paritaria. Il Pas dovrebbe essere attivato in tempi brevi, in quanto c’è la necessità di riempire 25mila cattedre già da settembre 2019.

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Dunque dei circa 55mila docenti precari che aspirano a partecipare al Pas, solo 25mila potranno ricevere la cattedra sin da subito, con un contratto di lavoro a tempo determinato. Tale contratto sarà trasformato poi in indeterminato, dopo il superamento dell’anno di prova.

Solo i primi 25mila docenti potranno ricevere la cattedra da subito, gli altri si abiliteranno

Ma come saranno scelti i docenti che potranno subito accedere al percorso abilitativo speciale?

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I criteri di valutazione saranno il titolo di studio, gli altri titoli e il servizio prestato nelle scuole. Dunque i docenti che risulteranno avere un punteggio maggiore per quanto riguarda titoli e anni di insegnamento, commisurati col titolo di studio, potranno aspirare alla cattedra e accedere all’anno di prova. Gli altri docenti che non rientreranno nella tranche delle 25mila cattedre, potranno conseguire solo l’abilitazione.

Per i neolaureati non resta che aspettare il concorso ordinario su base regionale che dovrebbe essere bandito entro luglio 2019. A questo concorso potranno accedere i laureati con i 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e i docenti con 36 mesi di servizio, i quali dovranno superare le tre prove previste. Le prime due scritte: una con domande relative alla propria classe di concorso; l’altra in cui saranno valutate le conoscenze nelle discipline antropo-psico-pedagogiche.

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Infine la prova orale sarà incentrata sempre sulla propria disciplina e, in più, saranno valutate le conoscenze nella lingua straniera e nelle abilità informatiche.

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