"Qualunque scelta pone un problema di cassa non indifferente, ma una correzione attuariale della componente retributiva dell'assegno, in caso di Pensioni miste, non comporterebbe la creazione di debito pensionistico implicito", è il parere espresso dalla Carte dei Conti sul cosiddetto meccanismo della quota 100 voluta dal Governo giallo-verde.

Per la Corte dei Conti Rdc e Quota 100 aumentano la spesa

Per la Ragioneria dello Stato, infatti, la priorità dell'Italia è la riduzione del debito pubblico al fine di garantire una maggiore stabilità economica al Paese.

Tuttavia, come riporta "Fanpage", si registrano ancora condizioni di incertezza sulla crescita modesta dell'economia italiana soprattutto nel medio-termine. Per questo motivo, la magistratura contabile continua a ribadire la necessità per il Governo di seguire il target concordato alcuni mesi fa con la Commissione Europea di Bruxelles. Nel Rapporto 2019 presentato oggi al Senato, si evince che il cosiddetto reddito di cittadinanza potrebbe comportare un netto aumento della spesa pubblica: difatti, per il sussidio fortemente sbandierato dal Movimento 5 Stelle, sono stati messi a bilancio circa 7,3 miliardi di euro; una spesa ingente che le casse statali non potrebbero sostenere anche se, grazie al rigetto di numerose istanze si potrebbero generare alcuni risparmi che potrebbero essere utilizzati per finanziare altri interventi in materia previdenziale.

Tuttavia, sempre secondo quanto riferisce "Fanpage", la Corte dei Conti avrebbe indicato il reddito di cittadinanza come uno strumento che potrebbe scoraggiare l'occupazione e spiazzare l'offerta di lavoro globale. I risparmi, inoltre, potrebbero essere utilizzati per ridurre il disavanzo e rientrare nel debito.

Chiesta una misura strutturale

Dubbi anche per quanto riguarda Quota 100, la misura che consente a migliaia di lavoratori di anticipare l'uscita a partire dai 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi.

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Pensioni

Secondo la magistratura contabile, infatti, il sistema delle quote voluto dalla Lega determina un ulteriore aumento della spesa pensionistica dal 15,3 al 15,9 %; un aspetto molto ben diverso rispetto a quanto preventivato nel Documento di Economia e Finanza il quale stabiliva uscite per 296 miliardi di euro per il 2018 e 305 miliardi per il 2022.

Dal rapporto della Corte dei Conti presentato al Senato, infatti, si legge che sarebbe necessaria la resa strutturale di una Quota 100 più equa al fine di preservare gli squilibri e la sostenibilità nel lungo periodo.

Le misure in materia previdenziale, dovrebbero tenero conto delle esigenze delle generazioni presenti ma soprattutto di quelle future.

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