"Avremmo voluto approvare Quota 41 ma abbiamo dovuto fare Quota 100", sono le parole del vicepremier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio che spiega i passi compiuti dall'esecutivo Conte che hanno portato all'entrata in vigore del sistema delle quote fortemente sbandierato dalla Lega che consente un'uscita più flessibile dall'attività lavorativa.

Di Maio: 'Serviva Quota 41'

Stando a quanto affermato dallo stesso Ministro del Lavoro, infatti, l'idea principale del Governo giallo-verde consisteva nell'approvazione della Quota 41 al fine di dare la possibilità alla maggioranza dei lavoratori precoci esclusi dalla Riforma Fornero di anticipare l'uscita dopo il raggiungimento di almeno 41 anni di anzianità contributiva indipendentemente dall'età anagrafica.

Da ricordare, che la categoria dei precoci è costituita dai lavoratori che hanno lunghe carriere contributive alle spalle in quanto hanno iniziato a lavorare in giovane età e che non hanno avuto la possibilità di lasciare l'attività lavorativa a causa delle rigide norme in materia previdenziale entrate in campo nel lontano 2012.

Tuttavia, come spiega ancora Di Maio, nel momento in cui l'esecutivo era al lavoro sulla Legge di Stabilità entrata in vigore lo scorso primo gennaio 2019, il Movimento 5 Stelle era vicino all'idea di intervenire sul fronte previdenziale con il meccanismo della Quota 41 dando una maggiore salvaguardia ai lavoratori precoci rimasti penalizzati, ma è stato il Primo ministro ungherese Viktor Orban che si è dimostrato contrario alla misura visto che avrebbe comportato oneri maggiori per l'Italia rispetto ai costi richiesti dal sistema di Quota 100.

Dal reddito di cittadinanza avanza un miliardo

Intanto, il vicepremier pentastellato si sarebbe soffermato anche sul cosiddetto reddito di cittadinanza che sta ricevendo non poche critiche. Dal sussidio sbandierato dal Movimento 5 Stelle, infatti, è avanzato circa un miliardo di euro che potrebbe essere destinato alle famiglie con maggiore bisogno economico. Intervenuto alla trasmissione condotta da Giovanni Floris, il leader dei 5 Stelle ha spiegato: "Se il cosiddetto reddito di cittadinanza fosse stato in deficit non sarebbero avanzate risorse".

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Intanto, come spiega il quotidiano economico "Il Sole 24 Ore", la Legge di Bilancio 2019 consente anche la possibilità di acquistare anni contributivi al fine di rendere più facile l'accesso alla Quota 100. Si tratta della ricongiunzione onerosa per i liberi professionisti, del riscatto agevolato degli anni di laurea, del cumulo gratuito dei versamenti contributivi gestiti in diverse aree previdenziali oltre al riscatto degli anni di leva e per i disabili.

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