Il sistema previdenziale quest'anno ha subito interessanti modifiche. Il decreto n° 4 del 28 gennaio scorso, il cosiddetto decretone che conteneva quota 100 e reddito di cittadinanza, poi diventato a seguito di conversione, legge dello Stato n° 26 del 28 marzo ha introdotto la cosiddetta pace contributiva. È la possibilità di andare a coprire i periodi di vuoto contributivo o quelli dedicati allo studio universitario, rendendoli utili per accedere alle pensioni. Il 25 luglio l'Inps ha pubblicato una circolare esplicativa riguardante proprio queste novità previdenziali.
Tra le condizioni necessarie il non aver versato contributi prima del 1° gennaio 1996.
A chi si rivolge la misura?
Possono sfruttare l'opportunità i lavoratori iscritti all'assicurazione generale obbligatoria (Ago), alla gestione separata ed alle forme sostitutive ed esclusive dell'Ago. Tutti però devono rispettare, come spiega l'Inps, la condizione di aver versato contributi solo nel sistema contributivo. In pratica possono chiedere il riscatto dei periodi non coperti da contributi solo coloro che hanno iniziato la carriera lavorativa dopo il 31 dicembre 1995. Questo è ciò che l'Inps sottolinea bene nella sua circolare.
Le condizioni da rispettare necessariamente
L'assenza di contribuzione al 31 dicembre 1995 riguarda contributi a qualsiasi titolo versati, quindi anche i figurativi, quelli da riscatto e così via.
Come dicevamo occorre aver versato all'Ago, alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, alla gestione separata ed a quelle dei lavoratori autonomi. Per questo vincolo basta anche solo un contributo nella gestione in cui si eserciterà l'opzione. Non si possono riscattare più di 5 anni anche non consecutivi e i periodi di vuoto devono essere compresi tra il 1° gennaio 1996 ed il 29 gennaio 2019 che è la data di entrata in vigore del decreto.
Altri chiarimenti
L'Inps specifica anche che possono essere riscattati solo i periodi di assenza di contributi versati ma non quelli sui quali vigeva l'obbligo di versamento (l'esempio è quello del periodo che un datore di lavoro non versa al suo dipendente).
I contributi riscattati sono utili sia per la maturazione del diritto alla pensione che per il calcolo dell'importo del rateo spettante che naturalmente prevede il calcolo contributivo come è naturale che sia non essendoci contributi antecedenti il 1996. La misura è valida per tutti il triennio 2019-2021. La domanda va presentata all'Inps in versione digitale usando i soliti tre canali. Tramite patronato e professionisti abilitati, tramite i servizi telematici Inps per chi ha le credenziali di accesso o tramite contact center dell'istituto.