Nelle ultime ore si sono diffusi i dati aggiornati sui primi pensionamenti anticipati tramite la quota 100 all'interno della pubblica amministrazione. Un settore che potrebbe essere toccato in modo sensibile dalle uscite soprattutto per quanto concerne il ricambio generazionale e la garanzia di continuità del servizio in favore dei cittadini. Non stupisce quindi che da parte dei sindacati emerge preoccupazione rispetto al fatto che il meccanismo di ricambio possa avvenire con la giusta linearità.

Guglielmo Loy (Uil): 'Ci sarà un'ondata di pensionamenti'

Un'ulteriore conferma sul numero elevato di uscite all'interno del settore pubblico da parte di lavoratori che hanno deciso di aderire alla quota 100 arriva proprio dal Segretario confederale della Uil Guglielmo Loy, che ricopre anche il ruolo di Presidente del Civ Inps. Secondo il sindacalista, i numeri elevati di domande già lavorate dall'Istituto pubblico di previdenza "ci stanno tutti" e al contempo dimostrano "che inizia l'ondata di pensionamenti".

Un fenomeno che risulterà ancora più chiaro durante il prossimo mese, "quando avremo decine di migliaia di uscite nella scuola", visto che in tale settore l'uscita dal lavoro scatta a settembre (secondo quanto previsto dal Miur per garantire la continuità del servizio scolastico).

Il vincolo della finestra semestrale ed il problema del turn over

A spiegare il ritardo dei pensionamenti tramite la quota 100 nella pubblica amministrazione è l'applicazione della finestra semestrale di attesa decisa dal legislatore per i lavoratori statali, unitamente agli altri requisiti di legge (62 anni di età e almeno 38 anni di versamenti, unitamente alla non cumulabilità con ulteriori redditi da lavoro).

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Pensioni

Loy ricorda quindi che complessivamente le richieste di accesso al provvedimento nella PA hanno raggiunto a luglio 165mila unità, ma a preoccupare in particolar modo è il problema "di un turn over difficile, visto che un qualsiasi concorso richiede almeno un anno per giungere a conclusione". In questo senso, il nuovo provvedimento di flessibilità rischia di rappresentare un doppio peso per lo Stato, che si dovrà occupare da un lato dei maggiori oneri di pensionamento e dall'altro dei costi legati ai nuovi inserimenti di giovani lavoratori.

Questo all'interno di un contesto dove il turn over viene normalmente pensato e gestito all'interno di un'ottica di natura pluriennale, che in questo caso non è si concretizzata. Sarà quindi fondamentale osservare quale sarà l'impatto della quota 100 nella PA non solo dal punto di vista puramente previdenziale, ma anche rispetto al servizio offerto ai cittadini.

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