Dall'Inps nelle ultime ore sono emersi nuovi aggiornamenti in merito alle richieste di accesso alla nuova quota 100, ed in particolare alle pratiche relative ai lavoratori della pubblica amministrazione. I dati sono importanti perché rappresentano una prima evidenza dei flussi di uscita dopo la maturazione della finestra semestrale di attesa prevista dal legislatore per chi risulta impiegato nel pubblico.

Si ricorda che il meccanismo consente l'uscita dal lavoro a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di versamenti, accettando al contempo la non cumulabilità rispetto ad altri redditi da attività dipendente o autonoma. L'unica eccezione riguarda i redditi occasionali entro la soglia delle 5mila euro annue.

Assegni flessibili e quota 100, in agosto pronti 11mila pensionamenti nella PA

Stante la situazione appena descritta, le ultime rilevazioni in arrivo dall'Inps postulano in circa 11mila le richieste di pensionamento inoltrate dai lavoratori della pubblica amministrazione tramite la quota 100 con decorrenza dal mese di agosto.

Le domande già lavorate e liquidate sarebbero inoltre circa 9mila, mentre altre 2mila pratiche sono in corso di approvazione. I numeri si uniscono ovviamente a quelli del settore privato e rappresenteranno nelle prossime settimane un'importante integrazione rispetto alle statistiche rese note, perché aiuteranno a costruire un quadro d'insieme più completo sul nuovo meccanismo di flessibilità rispetto a quanto emerso finora (visto che le statistiche precedenti contemplavano solo le richieste di pensionamento del settore privato).

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Pensioni

La questione del turn over e della continuità di servizio

Con le prime uscite dal lavoro nel settore pubblico si arriverà anche alla verifica fattuale della gestione del turn over nella pubblica amministrazione. I risvolti da monitorare sono due. Il primo riguarda la capacità della PA di garantire ai cittadini la continuità di servizio, nonostante le migliaia di uscite. Un elemento che rappresenterà un vero e proprio stress test soprattutto per le realtà medio - piccole, che non possono attingere a fondi specifici o ad ampie risorse per dare luogo al ricambio generazionale.

In secondo luogo sarà interessante verificare l'effettivo tasso di ricambio tra anziani che entrano nell'Inps e giovani che ottengono un nuovo lavoro all'interno del settore statale. La questione è stata al centro di discussioni e polemiche fin dall'avvio della quota 100 ed in questo senso i nuovi dati aiuteranno non solo ad avere un quadro maggiormente completo del meccanismo di pensionamento anticipato, ma anche della reale efficienza nel produrre nuove occasioni d'ingresso (e nello svecchiare il personale del settore pubblico attualmente in corso di attività).

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