Che il reddito di cittadinanza sia una misura che ha riscosso appeal e successo è un dato evidente, confermato dai numeri. Alla fine di luglio, dati ufficiali del Ministero, sono state presentate in tutto 1.491.935 domande. La maggior parte di queste istanze sono state accolte. Infatti solo 400.000 sono le domande bocciate ai cittadini che evidentemente non avevano i requisiti per ottenere il sussidio.

Di queste rimanenti, 170mila sono oggi ferme all'Inps che le sta ispezionando ancora perché bisognose di ulteriori esami da parte dell'istituto di Previdenza Sociale Italiano. In definitiva, ad oggi i beneficiari del reddito di cittadinanza sono oltre 920mila famiglie, quasi il 75% di chi ha inoltrato domanda.

Ci sono però polemiche relative al fatto che molti di questi beneficiari potrebbero aver ottenuto il reddito di cittadinanza non avendone diritto, o per errori da parte dell'Inps nella fase di accertamento del diritto o per via delle false attestazioni e dichiarazioni che molti riescono a fornire, creando quell'autentico fenomeno dei furbetti del reddito di cittadinanza.

Polemiche fondate visto che, come riporta il noto sito di informazione legale "Laleggepertutti.it", delle domande accolte con sussidio già erogato fin da aprile, circa 600.000 sarebbero finite sotto il controllo del Fisco. Un dato enorme, perché 600.000 è circa il 65% delle istanze accolte. Evidente che anche l'Istituto sospetti qualcosa, poichè è stato proprio l'Inps a segnalare alla Guardia di Finanza i 600.000 nominativi di soggetti o famiglie beneficiarie del sussidio per le quali si chiede un controllo da parte delle Fiamme Gialle.

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Cosa farà adesso la Guardia di Finanza

Il numero elevato di nominativi che l'Inps ha prodotto alla Guardia di Finanza costringerà quest'ultima ad adottare un particolare meccanismo di controllo. Per massimizzare l'esito delle indagini, la Gdf studierà la posizione di quei nominativi che presentano un tasso di possibile irregolarità più elevato. Tutto ciò per verificare se e quanti siano i cittadini che hanno richiesto e magari ottenuto il reddito di cittadinanza non avendone però diritto.

Sempre da fonti governative, sembra che il 70% delle posizioni sarebbero irregolari, come confermato dal Vice Ministro Massimo Garavaglia dopo le prime verifiche. Naturalmente le irregolarità non riguardano solo soggetti che hanno percepito il benefit ma che non ne avevano affatto diritto. CI sono anomalie anche sugli importi erogati, con molte famiglie che stanno percependo più soldi di quanti effettivamente spettanti.

La posizione dell'Inps

Ma è possibile che con le banche dati, con la possibilità di incrociare i dati di tutte queste, le percentuali di irregolarità sul diritto e sugli importi della misura siano così elevate? Il Presidente dell'Inps Pasquale Tridico ha rivendicato già la bontà dell'operato del suo Istituto. Secondo Tridico le irregolarità non sono numericamente così elevate come questi numeri dimostrano proprio perché l'Inps con l'uso delle banche dati ha potuto effettuare controlli preventivi già in fase di istruttoria delle domande.

Il fatto che l'Inps abbia prodotto la reiezione di un buon 25% di domande pervenute dimostra la bontà del lavoro dell'Istituto presieduto da Tridico. Inoltre, sempre in base alle parole di quest'ultimo, il suo Istituto è in costante e diretto contatto con Agenzia delle Entrate, Ispettorato del Lavoro, Guardia di Finanza ed altri Enti pubblici che entrano nel sistema.

Proprio il lavoro in sinergia di questi Enti ha prodotto i controlli e le denunce per la miriade di casi di furbetti del reddito di cittadinanza di cui la cronaca da mesi è piena. Le pesanti sanzioni (anche il carcere) nei confronti di chi adotta stratagemmi e trucchi per rientrare nella misura sono un deterrente molto importante che ha abbassato la soglia della fruizione illecita del sussidio. I numeri quindi sono interpretati in maniera differente da Inps e da chi grida allo scandalo per la misura che resta tra le più criticate dell'ormai agonizzante governo Conte. Il Ministro dell'Interno Salvini per esempio, parlando in questi giorni in cui la crisi di governo da lui avviata sta facendo riflettere sulle misure da correggere o cambiare nel caso cambi l'esecutivo, ha ribadito la volontà di aumentare la forza dei controlli sui beneficiari del reddito. Se il Vice Ministro Garavaglia ha prodotto questi allarmanti numeri, dalle stanze di governo c'è chi non è d'accordo, contestandoli apertamente, come il Vice Ministro dell'Economia Laura Castelli.

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