Le pensioni anticipate tramite Quota 100 restano ancora una volta uno dei temi chiave durante questa delicata fase di costituzione del nuovo governo. A tornare sull'argomento è stato nelle scorse ore il leader della Cgil Maurizio Landini, intervistato dal giornalista Daniele Bonistalli di Quotidiano.net.

Durante il proprio intervento, il sindacalista ha fatto il punto della situazione evidenziando quali sono i temi chiave per le parti sociali e quali i cambiamenti attesi nei prossimi mesi grazie al nuovo esecutivo. Non nascondendo allo stesso tempo la volontà di scendere in piazza qualora non si possa realizzare un confronto proficuo.

Pensioni anticipate, la nuova critica sulla Q100

Tornando alle vicende del comparto previdenziale, il Segretario Generale della Cgil ribadisce ancora una volta l'opinione sulle pensioni anticipate tramite la Quota 100. Il meccanismo di uscita dal lavoro introdotto dal'esecutivo uscente consente di ottenere l'accesso all'Inps a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di contribuzione, non tenendo conto però di coloro che hanno vissuto situazioni di difficoltà, svantaggio o disagio.

Proprio quest'ultimo punto resta al centro delle critiche sindacali. Infatti, secondo Landini la legge va cambiata attraverso una riforma strutturale, perché allo stato attuale "introduce discriminazioni per le donne".

La proposta di Landini per riformare il sistema previdenziale: 62 anni per tutti senza vincoli contributivi

Dal sindacalista emerge quindi quella che sarebbe la proposta di flessibilizzazione del sistema previdenziale maggiormente gradita al sindacato.

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Pensioni

"Serve flessibilità: chi arriva a 62 anni deve poter andare in pensione a prescindere da quanti contributi ha, ricevendo in base a quanto ha versato".

Certamente l'eliminazione del vincolo contributivo potrebbe andare incontro a chi ha vissuto una carriera discontinua (come nel caso delle donne), ma anche a coloro che hanno avuto una storia lavorativa precaria (caratterizzata da buchi contributivi e periodi part-time o di disoccupazione).

Da questa ipotesi di partenza la Cgil chiede quindi al prossimo governo di avviare un nuovo confronto, in modo da poter procedere con una riflessione profonda sui prossimi interventi legislativi. Una richiesta che non dovrà essere presa sottogamba, visto che qualora non si riuscisse ad avviare un dialogo adeguato le parti sociali restano comunque pronte a scendere in piazza. "Rappresentiamo milioni di lavoratori, lavoratrici e pensionati, vogliamo essere ascoltati: se così non sarà, ci mobiliteremo ancora", conclude Landini in merito a tale ipotesi.

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